Satellite Gaia: i suoi occhi puntati verso la Via Lattea

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La scorsa notte il satellite Gaia ha raggiunto il punto Lagrangiano L2, da cui potrà avere una visione ottimale della Via Lattea. Inizia ufficialmente la missione del dispositivo che avrà il compito di realizzare la più dettagliata mappa in 3D della nostra galassia.

Partita lo scorso 19 dicembre, Gaia ha impiegato quasi 20 giorni prima di raggiungere la regione caratterizzata dall'equilibrio gravitazionale nel sistema Terra-Sole. Qui infatti l'attrazione del Sole e della Terra si bilancia quasi esattamente. In orbita attorno al nostro pianeta, infatti, il satellite sarebbe finito periodicamente in ombra con conseguenti disturbi nella ricezione dei dati.

L'immissione nell'orbita non è cosa facile ma i propulsori di Gaia sono riusciti nell'impresa inserendo la navicella nella posizione desiderata e mantenendo il Sole lontano dagli strumenti scientifici più delicati. Una volta che gli strumenti spaziali saranno stati completamente testati e calibrati - attività che continuerà per altri quattro mesi - Gaia sarà pronta ad entrare nella fase operativa, che avrà una durata di cinque anni.

Allora, dovrà effettuare osservazioni molto accurate di oltre un miliardo di stelle, realizzando anche dei grafici con le loro posizioni e i movimenti precisi insieme a temperature, luminosità e composizione. Questo enorme censimento permetterà di realizzare la più accurata mappa in 3D della Via Lattea e consentirà agli astronomi di determinare l'origine e l'evoluzione della nostra galassia.

Per raggiungere il suo obiettivo, Gaia orbiterà lentamente puntando i suoi due telescopi in tutto il cielo, concentrando la loro luce contemporaneamente su una singola macchina fotografica digitale, la più grande mai volata nello spazio con quasi un miliardo di pixel. Gaia osserverà ogni stella una media di 70 volte nel corso della missione.

Dopo un lancio perfetto e il raggiungimento del punto L2 nei tempi prestabiliti, siamo ansiosi di entrare nel cuore della missione”, ha detto Giuseppe Sarri project manager della missione dell'Esa.

Francesca Mancuso

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