L'Europa in volo tra le stelle: a novembre il lancio di Gaia

Gaia

Il nuovo “occhio” dell'Europa si chiama Gaia ed è in procinto di partire. Dopo tre mesi di preparativi, il satellite prenderà il volo a bordo della Soyuz, nel mese di novembre. Avrà così avvio la mappatura di circa un miliardo di stelle, nel tentativo di tracciare il loro moto caotico nella Via Lattea.

L'osservatorio Gaia rimarrà di stanza a milioni di chilometri dalla Terra. I suoi due telescopi avranno il compito di tracciare le posizioni esatte e i movimenti delle stelle, individuare eventuali mondi alieni e gelidi pianeti nani negli angoli più sperduti del sistema solare.

La promessa di Gaia è quella di effettuare una scansione della Via Lattea per creare una mappa tridimensionale della galassia alla scoperta di asteroidi nelle immediate vicinanze della Terra. Gli scienziati sostengono che Gaia potrebbe restituire i dati relativi al rilevamento di un massimo di 2 mila pianeti attorno ad altre stelle o giganti di gas per lo più delle dimensioni di Giove. Inoltre, la missione spaziale europea ha l'obiettivo di testare i principi della teoria della relatività generale di Albert Einstein, osservando come l'attrazione del Sole e dei pianeti pieghino la luce delle stelle prima che questa raggiunga i sofisticati sguardi di Gaia.

L'obiettivo attento di Gaia renderà possibile l'individuazione di un numero considerevole di stelle grazie ai sensori di raccolta della luce, in tutto simili a quelli di cui sono dotati le normali fotocamere. 106 di questi forniranno immagini ad una risoluzione di oltre 900 megapixel. Basti pensare che la fotocamera principale posta sul telescopio spaziale Hubble della Nasa ha due sensori con una risoluzione di poco più di 16 megapixel.

In cinque anni, Gaia raccoglierà un petabyte di dati, abbastanza da riempire 1,5 milioni di compact disc, solo per avere un'idea. Si osserveranno un miliardo di stelle, un numero mai osservato da qualsiasi altra missione, e si utilizzeranno le informazioni su questi oggetti al fine di studiare l'origine e l'evoluzione della nostra galassia.

Un team di scienziati e di ingegneri ha lavorato su Gaia all'indomani della sua approvazione nel 2000 da parte dell'Agenzia Spaziale Europea. Il costo della missione è di 740 milioni di euro, pari a circa 990 milioni dollari. Dopo 13 anni di sviluppo, revisioni di progetto, costruzione e collaudo, Gaia è un passo più vicino alla rampa di lancio.

Il liftoff, ossia il lancio vero e proprio, è previsto per il 20 novembre a bordo di una versione europeizzata della russa Soyuz. La missione segnerà il settimo volo di una Soyuz dalla Guiana Francese, mentre uno stadio superiore Fregat spingerà Gaia su una traiettoria a circa un milione di miglia dal lato notturno della Terra, dove la gravità del pianeta sosterrà il satellite nel dovuto equilibrio.

Costruito da un team guidato da Astrium Satellites, Gaia ha bisogno di una sorta di “parasole” per controllare le temperature all'interno dei due telescopi della sonda, del piano focale e della strumentazione. Il modulo di carico di Gaia sarà mantenuto ad una temperatura costante di -166 gradi Fahrenheit, ossia –17,78° Celsius. Gli ingegneri potranno verificare la distribuzione del parasole all'interno, estendendolo a un diametro di 10 metri. Il parasole sarà piegato contro il corpo del veicolo spaziale durante la fase di lancio.

Gaia verrà lanciato con circa 296 chilogrammi di propellente. La massa del combustibile sarà consumata nell'arco di un mese dopo la partenza, durante le manovre della sonda in orbita. Una parte del propellente sarà utilizzato per alimentare il micro-sistema di propulsione di gas freddo, che manterrà stabile il telescopio ad una velocità di quattro rotazioni al giorno.

Gaia e lo stadio superiore Fregat saranno collegati al lanciatore Soyuz quattro giorni prima del 20 novembre, come detto, la data stabilita per il decollo.

Federica Vitale

Foto: Esa

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