Voyager 1: missione compiuta

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Dopo 36 anni di attesa, la sonda Voyager è finalmente fuori dal sistema solare, diventando in assoluto il primo veicolo umano ad aver varcato questa soglia e ad aver raggiunto lo spazio interstellare.

Secondo la Nasa, da oltre un anno, precisamente dal 25 agosto 2012, la sonda sta esplorando un luogo ancora più sconosciuto delle profondità della nostra terra, distante 17 miliardi chilometri dal sole. Ma una volta accertato che l'impresa attesa da oltre 30 anni è compiuta, ci sono ancora molti dubbi sulla missione.

La difficoltà principale è legata al primato della missione stessa. Nessun veicolo prima d'ora aveva raggiunto lo spazio interstellare, appena al di fuori del sistema solare. Per questo motivo nessuno dei modelli che la squadra di Voyager utilizza può spiegare con precisione cos'è accaduto nel momento in cui la navicella ha abbandonato la nostra eliosfera e attraverso l'autostrada magnetica, che collega il campo magnetico del sole con quello interstellare, ha raggiunto lo spazio interstellare.

Il duro lavoro comincia adesso. Dopo l'annuncio, lo scorso 13 settembre, il team del JPL della Nasa avrà bisogno di mesi per capire i dati appieno e trarre le prime conclusioni. “Nessuno è stato nello spazio interstellare prima ed è come viaggiare con guide turistiche incomplete” ha detto Stone. “Eppure, l'incertezza è parte dell'esplorazione. Non saremmo andati ad esplorare se avessimo saputo esattamente cosa avremmo trovato.

Le due sonde Voyager sono state lanciate nel 1977 e insieme hanno fotografato da vicino Giove, Saturno, Urano e Nettuno dal 1989. Lo strumento della Voyager 1, che misura la densità, la temperatura e la velocità del plasma, ha smesso di funzionare nel 1980, subito dopo il suo ultimo flyby planetario. Per questo, quando la Voyager 1 ha rilevato la pressione dello spazio interstellare sulla nostra eliosfera, nel 2004, il team scientifico non ha avuto lo strumento che gli avrebbe fornito le misure più dirette del plasma.

Così, si è concentrato sulla direzione del campo magnetico come sorgente del plasma. Poiché il plasma solare trasporta le linee del campo magnetico emanate dal sole e il plasma interstellare trasporta quelle del campo magnetico interstellare, le direzioni dei campi magnetici solari e interstellare dovevano differire.

Il cammino verso lo spazio interstellare è stato molto più complicato di quanto avessimo immaginato”, ha aggiunto Stone.

Ma ormai è fatta.

Francesca Mancuso

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