Curiosity e Opportunity di nuovo al lavoro dopo la breve 'vacanza'

curiosity standby

In attesa del primo uomo su Marte, l'umanità ha una valida rappresentanza sul pianeta rosso: il rover Curiosity in azione, e con successo, dall'agosto scorso. E, oggi, la Nasa segnala che il rover Opportunity pare essere tornato sotto il controllo diretto degli umani dalla Terra. Era in standby, il piccolo rover, proprio mentre Marte transitava dietro il sole, causando un temporaneo blocco delle comunicazioni.

Così, il Mars Exploration Rover Project ha ricevuto conferma dal pianeta Marte che entrambi i rover sono tornati di nuovo sotto controllo terrestre, grazie all'esecuzione di una sequenza di comandi inviati dal team che li segue. La comunicazione con Opportunity aveva raggiunto il minimo consentito proprio nella fase di passaggio di Marte dietro il Sole (se osservato dalla Terra). Una fase chiamata “congiunzione solare”, la cui durata in genere ricopre circa tre settimane, durante le quali la Nasa ha riferito che il rover si sarebbe messo automaticamente in uno stato di standby. Opportunity, dunque, ha eseguito a perfezione il dettame e si è autonomamente regalato qualche giorno di vacanza dal 22 aprile, dopo aver rilevato un problema durante un controllo di routine della fotocamera.

"Abbiamo trovato il rover in uno stato di attesa, definita 'modalità automatica', durante la quale mantiene l'equilibrio di potenza e gli orari di comunicazione, ma attende istruzioni da Terra", spiega esaurientemente John Callas, del Jet Propulsion Laboratory della Nasa di Pasadena, in California. "Abbiamo realizzato il nostro piano di congiunzione solare per essere pronti a questo tipo di ripristino del rover, se ciò fosse accaduto".

Opportunity è in azione su Marte da più di nove anni. Dal 2012 è validamente affiancato nelle sue mansioni da un altro rover targato Nasa, Curiosity che, a sua volta, ha sperimentato lo stesso tipo di standby automatico sui suoi stessi comandi. Curiosity, infatti, ha avuto la stessa sorte il mese scorso sempre a causa del transito di Marte alle spalle del Sole. La nostra stella, infatti, può interrompere le comunicazioni tra i due pianeti quando si verifica tale allineamento. Pertanto, si è reso necessario da parte degli scienziati che seguono Curiosity mettere temporaneamente i comandi in modalità standby.

Oggi tutto è tornato alla normalità. E anche il rover Curiosity è tornato ad essere seguito passo dopo passo dalla Missione di Controllo terrestre. "Mi senti ora? La congiunzione è finita. Ho una visione chiara della Terra e sono di nuovo al lavoro!", ha cinguettato ieri il rover per dare un segnale ai suoi “amici terrestri” della sua ripristinata attività.

Curiosity, come già accennato, è atterrato sul pianeta rosso presso il vasto cratere Gale. Dal suo atterraggio si è dato avvio ad una missione di superficie della durata di due anni con l'obiettivo di determinare se il pianeta sia mai stato in grado di sostenere la vita microbica.

Tra i tanti compiti che il rover deve adempiere, molti hanno già riportato dei successi. Prima su tutti la raccolta di alcuni campioni di terreno da un foro di 6,4 centimetri, effettuato su un rilievo roccioso chiamato John Klein. Il rover, comunque, non è rimasto del tutto inattivo durante la pausa. Curiosity, infatti, ha condotto una serie di indagini dirette e inviato i dati raccolti, sebbene le trasmissioni fossero limitate. Inoltre, il robottino ha aggiornato il proprio software e, quindi, ora dovrebbe essere pronto per perforare un secondo campione di roccia per ulteriori analisi.

Il primo campione, analizzato nel mese di marzo, ha suggerito che l'ambiente di Yellowknife Bay era potenzialmente abitabile miliardi di anni fa. Gli scienziati vogliono usarlo per confermare ciò che hanno rilevato nelle precedenti analisi chimiche. Dopo aver terminato i suoi compiti nei pressi di Yellowknife Bay e del Glenelg Gale Crater, gli scienziati hanno in programma di puntare il rover verso il monte Sharp, a 10 chilometri di distanza. Il team scientifico sospetta che molti strati di roccia della montagna possano fornire risposte esaurienti dell'antica chimica organica del pianeta.

Gli ingegneri della Nasa ritengono che Curiosity ed il “collega” Opportunity abbiano affrontato al meglio la fase di congiunzione solare, senza riportare alcun problema. E allo stesso modo sono uscite illese tutte le macchine e gli strumenti attualmente a lavoro sul pianeta, alle quali erano state date istruzioni speciali. Anche i moduli orbitanti, Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter, hanno eseguito speciali istruzioni per espletare un lavoro minimo durante il periodo di blackout con la Terra.

Ma ora è tempo di rimettersi all'opera.

Federica Vitale

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