Acqua su Marte? Forse no. Curiosity al lavoro

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Gli strati di polvere marziana che presto Curiosity analizzerà potrebbero essersi formati non grazie alla presenza di acqua, ma per via della forza del vento. È questa la nuova ipotesi avanzata da Edwin Kite del California Institute of Technology di Pasadena e dal suo team, che ha dipinto un quadro molto più arido della formazione del Monte Sharp. Intanto il rover della Nasa da domani interromperà le comunicazioni, a causa dell'allineamento tra Marte, la Terra e il Sole.

Sarebbe stato il vento, non l'acqua, ad aver depositato la maggior parte dei sedimenti della montagna che Curiosity dovrà scalare e analizzare, il suo obiettivo numero uno. I ricercatori hanno usato immagini ad alta risoluzione scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter per misurare dall'alto l'orientamento degli strati rocciosi intorno alla base del monte. Al posto degli strati piani previsti dai depositi lacustri, sarebbero invece stati ritrovati degli strati inclinati verso l'esterno di circa 3 gradi. E i calcoli del team mostrano che gli strati potrebbero essersi formati per via della polvere soffiata dal vento nel cratere.

Le analisi delle osservazioni effettuate dall'orbita sembrano dimostrare questo. Ma se davvero fosse così, difficilmente Curiosity riuscirebbe a trovare materiale organico su Marte una volta raggiunto il Monte Sharp.

Lo scorso agosto, il rover è atterrato all'interno del cratere Gale, largo 154 chilometri. Il suo obiettivo primario è quello di raggiungere e analizzare l'Aeolis Mons, chiamato anche Monte Sharp, che si trova proprio al centro del cratere. Se la vita è stata su Marte, quello sarebbe il posto adatto. I ricercatori sostenevano finora che gran parte del tumulo, che alla base contiene argilla e solfati che richiedono acqua, sarebbe nato dai sedimenti lacustri. "Se ci fossero depositi lacustri su Marte, questo sarebbe uno dei posti migliori per cercare", ha detto Dawn Sumner, un membro della missione Curiosity che ha sostenuto l'invio del rover nel cratere Gale, sede forse di un antico lago.

Se così non fosse, la missione di Curiosity volta alla ricerca di materiale organico, dei mattoni della vita, sarebbe ancora più difficile. I sedimenti depositati dal vento possono accumularsi più lentamente dei sedimenti lacustri, rimanendo esposti per lunghi periodi di tempo a radiazioni e sostanze chimiche ossidanti. Queste ultime possono distruggere le molecole organiche.

Tuttavia, secondo Sumner l'inclinazione degli strati di roccia non esclude la possibilità dell'origine lacustre. Curiosity cercherà di verificare sul campo queste ipotesi non appena raggiungerà la base del Monte Sharp, nel 2014, dopo un viaggio di 10 chilometri. Le sue telecamere osserveranno il tumulo da vicino per verificare se vi sono le prove della presenza d'acqua.

In ogni caso, a prescindere dai risultati, le osservazioni del rover della Nasa potranno finalmente svelare la vera storia di Marte.

Francesca Mancuso

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