Curiosity, svelato il mistero: l'oggetto luminoso è di plastica

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Il misterioso oggetto luminoso osservato da Curiosity durante una delle sue spedizioni su Marte non era nulla di alieno. Secondo quanto confermato dalla Nasa, potrebbe trattarsi di un involucro di plastica, forse caduto dal rover durante le fasi di atterraggio su Marte.

Tutto nasce quando, nel corso del giorno 61 della missione marziana, denominato anche Sol 61, il 7 ottobre, Curiosity scatta una foto che ritrae un oggetto luminoso. Fin da subito è stato ipotizzato che si trattasse di uno dei componenti hardware del dispositivo. In un primo momento, il braccio robotico del rover, che avrebbe dovuto esaminare la sabbia marziana tirata su con la paletta, venne fermato per cercare di capire cosa fosse lo strano oggetto.

Nel corso degli ultimi due sol, messa in standby l'attività del braccio robotico, il team della Nasa che gestisce la missione ha valutato l'oggetto stabilendo che potrebbe trattarsi di un involucro di plastica, come ad esempio un tubo utilizzato intorno ad un filo, forse caduto sul rover dalla navicella Mars Science Laboratory in fase di discesa. Caso archiviato.

Poi, nei due giorni successivi, ossia il 9 e il 10 ottobre il team ha deciso si procedere con la prima analisi del suolo attraverso gli strumenti del rover. Nel corso del Sol 64 (10 ottobre) sono state avviate le operazioni preliminari destinate alle analisi della sabbia e della polvere attraverso un meccanismo per la vagliatura e la porzionatura dei campioni, che con le sue forti vibrazioni ha ripulito il materiale raccolto.

Questo primo campione scavato, e anche il secondo, saranno gettati dopo l'uso, poiché sono utilizzati solo per il processo di pulizia. I campioni successivi scavati nella stessa area denominata Rocknest saranno invece consegnati agli strumenti analitici.

Francesca Mancuso

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