Voyager 1, in volo nello spazio interstellare

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La sonda Voyager 1 ha lasciato il sistema solare e ha attraversato l'eliopausa. I nuovi dati inviati dalla sonda indicano che il momento storico della sua uscita dal nostro sistema solare potrebbe essere avvenuto circa due mesi fa. Se così fosse, Voyager 1 diventerebbe il primo oggetto artificiale ad avventurarsi oltre i confini del sistema solare, in viaggio verso i territori inesplorati dello spazio interstellare.

Voyager 1, che ha lasciato la Terra il 5 settembre 1977, da allora ha percorso una distanza di 18.200 milioni di km (11,3 miliardi di miglia) dal sole, diventando così il più lontano oggetto artificiale mandato nello spazio. Tramite trasmissioni radio, dopo ben 35 anni, le due sonda Voyagers continuano a inviare dati sul loro viaggio, che è il più lungo nella storia dell'esplorazione spaziale.

Da due anni a questa parte, i dati trasmessi alla Terra dalla Voyager 1 hanno lasciato ipotizzare il suo avvicinamento ai confini del sistema solare, un limite di pressione chiamato eliopausa. A questo limite, la bolla di particelle (eoliosfera) elettricamente cariche del sole che si espandono verso l'esterno controbilancia esattamente la pressione interna del gas e delle polveri dello spazio interstellare, causando l'equilibrio tra i due. Ma gli scienziati hanno avuto difficoltà a capire che cosa esattamente si verifica in corrispondenza o nelle vicinanze di questo limite. Proprio per questo è difficile dire se Voyager abbia attraversato i confini del sistema solare, spingendosi verso lo spazio profondo.

Nel 2010, Voyager 1 superò il punto in cui il vento solare, un flusso di particelle cariche che scorrono verso l'esterno dal sole, sembrava raggiungere la fine della sua area di influenza. I rivelatori della sonda indicarono che il vento era improvvisamente sparito, e tutte le particelle circostanti solari erano a un punto morto.

Questa area di stagnazione è stata una sorpresa. Gli scienziati si aspettavano di vedere il vento solare virare lateralmente a contatto con l'eliopausa, come l'acqua che colpisce una parete, piuttosto che subire battuta d'arresto. Appena un mese fa, gli scienziati hanno ipotizzato che Voyager 1 fosse ancora lontana dall’eliopausa: la sonda infatti aveva cominciando a riscontrare cambiamenti nelle particelle presenti nella zona in cui si trova adesso, ossia l'elioguaina, luogo in cui i venti solari cominciano a deviare.

"Non ci sono criteri ben definiti che sanciscono l'uscita dall'eliosfera," ha detto Stamatios Krimigis, scienziato della Johns Hopkins University. "Tutti i modelli teorici sono stati trovati incompleti." Tuttavia, Ed Roelof, collega di Krimigis, ha ipotizzato che in ogni modello dell'eliopausa, un oggetto in uscita attraverso di essa dovrebbe sperimentare tre modifiche: un forte aumento del numero di collisioni con i raggi cosmici (particelle ad alta energia provenienti dallo spazio), un calo drammatico del numero di collisioni con particelle cariche provenienti dal sole e un cambiamento nella direzione del campo magnetico circostante.

Sulla base di due di questi criteri, Voyager 1 sembra essere passata attraverso l'eliopausa alla fine dell'estate. Dal mese di maggio, la sonda ha registrato un aumento costante del numero di collisioni con particelle le cui energie sono maggiori di 70 mega-elettron-volt, e ciò indica che probabilmente potrebbe trattarsi dei raggi cosmici provenienti da esplosioni di supernova, al di là del sistema solare. Il livello di queste collisioni di raggi cosmici è salito in modo significativo alla fine di agosto.

La maggior parte degli scienziati coinvolti concorda sul fatto che questi due criteri sono stati sufficientemente soddisfatti,” ha detto Roelof. Ma per annunciare ufficialmente l'attraversamento di Voyager dei nostri confini, gli scienziati hanno bisogno di controllare se si è verificata anche la terza condizione, ossia il cambiamento di direzione del campo magnetico. “Ecco perché siamo tutti in attesa dell'analisi dei più recenti misurazioni del campo magnetico di Voyager 1”.

Francesca Mancuso

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