Cina: pronti nuovi investimenti per il Palazzo Celeste

wu ping

Spazio aperto per la Cina. Dopo la riuscita dell'ultima missione, volta all'aggancio manuale alla stazione orbitante in costruzione Tiangong-1, nota anche come Palazzo Celeste, il paese ha deciso di investire sull'esplorazione spaziale. Una cifra considerevole destinata alle future missioni: ben 19 miliardi di yuan, pari a 2,3 miliardi di euro.

Lo ha annunciato ieri Wu Ping, portavoce del programma spaziale cinese. L'aggancio della navicella Shenzhou 9 al modulo orbitante, la scorsa domenica, è stato seguito in diretta sulla televisione nazionale. A bordo anche una giovane donna, che ha sancito il primato del gentil sesso cinese in orbita.

I taikonauti hanno vissuto e lavorato nel modulo tutta la scorsa settimana, svolgendo i preparativi per la costruzione e la gestione di una nuova stazione permanente nello spazio, ovviamente made in China. Secondo quanto ha rifetito Wu Ping durante una conferenza stampa, le leve a mano sono state utilizzate per controllare Shenzhou 9 e posizionarlo in modo da ancorarlo al modulo orbitante. La manovra è stata "precisa e perfetta" e i tre astronauti l'hanno portata a termine "con calma e abilità".

La Cina sembra dunque intenzionata a ritagliare per sé una fetta dell'esplorazione spaziale. "Questo successo ottenuto nell'attracco manuale rappresenta un importante passo avanti nel nostro appuntamento con lo spazio e le tecnologie", ha aggiunto Wu.

I prossimi obiettivi in programma sono l'avvio di un'altra missione con equipaggio verso il modulo entro la fine dell'anno e la sostituzione di Tiangong 1, lanciato lo scorso anno, con una stazione spaziale permanente entro il 2020.

Ma non è escluso che anche la Cina possa tentare un proprio allunaggio.

Francesca Mancuso

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