Satelliti: un vecchio dispositivo russo precipita nel pacifico

molniya

Ancora un altro. Un nuovo satellite in rotta verso la Terra. Questa volta giunto sulla superficie del nostro pianeta il 7 aprile, secondo quanto diffonde l'agenzia di stampa Ria Novosti. Molniya 1-89, questo il nome del satellite militare russo in disuso, si è proiettato nell'Oceano Pacifico, dopo almeno 15 anni di onorato servizio in orbita. Le prime analisi effettuate stabiliscono che il satellite con tutta probabilità si sarebbe schiantato nell'oceano, sebbene al momento non è possibile appurare l'ora esatta. Ad ogni modo, si sostiene che esso abbia incontrato la superficie terrestre durante le prime ore del mattino sul fuso di Mosca.

Il satellite russo pesava circa 1,6 tonnellate e si affianca a tanti altri cosiddetti "rottami del cielo” che negli ultimi mesi hanno tenuto il pianeta con il fiato sospeso. Basti pensare al satellite della Nasa UARS, precipitato a settembre dello scorso anno nel Pacifico, e al satellite ROSAT schiantatosi appena un mese dopo. Mentre solo il mese scorso, era rientrato il satellite comunicazioni Express AM4 e a gennaio il ben noto Phobos Grunt.

Molniya faceva parte di una flotta russa di satelliti di comunicazione utilizzati nei servizi militari. Solo nel 2006 fu sostituito dal più innovativo Meridian Class Spacecraft, mentre al vecchio satellite era stato concesso di girovagare nell'orbita fino a quando non si sarebbe scontrato con la Terra. Prima della sua caduta, il vecchio Molniya ha raggiunto un'altitudine di 2.378 chilometri.

Un ennesimo episodio, dunque, che dovrebbe indurre l'uomo a pensare che, fintanto l'impatto si verifica in pieno oceano, si può parlare di fortuna. Si dovrebbe quindi cercare di rivedere le dinamiche che inducono questi vecchi satelliti in disuso ad un rientro sulla Terra, per così dire, pilotato. Si ridurrebbe in questo modo anche l'inquinamento spaziale che serpeggia su di noi quotidianamente.

E intanto Envisat è alla deriva.

Federica Vitale

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