Marte, Phobos Grunt: la sonda rischia di precipitare sulla Terra

Phobos_Grunt_spacecraft

Non un meteorite o un satellite in disuso, questa volta. Bensì una sonda che, presto, si disintegrerà al rientro nell’atmosfera terrestre. Probabilmente accadrà il 26 novembre.

I tecnici di tutto il mondo hanno abbandonato qualsiasi speranza di correggere la traiettoria della sonda interplanetaria Phobos-Grunt, lanciata alla volta di Marte dalla Russia. Allo stato attuale, i tecnici stanno cercando di capire il momento e il luogo dell’impatto della sonda sulla Terra. La probabile zona dello schianto dovrebbe essere compresa tra Calgari, in Canada, e le Falkland.

È il NORAD (North American Defense Command) a indicare il 26 di questo mese come possibile data dell’impatto. Al rientro nell’atmosfera terrestre, Phobos-Grunt dovrebbe disintegrarsi. Non una cosa da poco se si considerano le 10 tonnellate di combustibile tossico (dimetilidrazina asimmetrico e tetrossido d’azoto) che trasporta. Ma gli addetti ai lavori rassicurano: al suolo dovrebbero giungere solo dei piccoli frammenti. Pallida consolazione se si pensa che alcune parti della sonda sono state progettate per resistere proprio all’ingresso dell’atmosfera terrestre.

Con le sue 12 tonnellate complessive, Phobos-Grunt è una sonda che misura il doppio del satellite americano UARS della Nasa, una vecchia conoscenza che tenne con il fiato sospeso varie zone del pianeta vista l’impossibilità di stabilirne il luogo dello schianto. Era lo scorso settembre. Ma, a quanto pare, le minacce cosmiche non sembrano voler lasciar tregua.

La sonda russa è stata lanciata da Baikonur nella notte tra martedì e mercoledì scorso. Un breve viaggio. Una volta entrata in orbita, infatti, non è riuscita ad orientarsi verso i punti di riferimento solari e stellari, fallendo completamente quella che doveva essere la traiettoria che avrebbe dovuto indirizzarla verso l’orbita di Marte.

Nonostante il supporto del NORAD e dell’Esa, sono stati pressoché vani i tentativi di contattare la sonda al fine di comunicare al software di bordo le nuove coordinate per lasciare l’orbita terrestre. Al momento si ipotizza un recupero della capsula mentre si trova ancora in volo. Ma ancora è tutto da stabilire. L’ipotesi che la sonda si disintegri porta a concentrarsi esclusivamente sulla verifica della traiettoria che acquisirà la capsula di contenimento, studiata appositamente per resistere a impatti del genere e che avrebbe dovuto contenere i campioni prelevati sulla luna di Marte.

Nell’attesa, ci sono alcuni osservatori che sostengono di aver avvistato dei bagliori proprio in direzione della sonda. Forse dei tentativi di accensione, si suppone. Ma il NORAD fa sapere che la sonda, almeno per il momento, transita in una zona nettamente alta, probabilmente in seguito all’alleggerimento per il consumo di carburante. Notizie confuse, dunque, che si inseguono con la speranza della veridicità. Ma se la sonda Phobos-Grunt dovesse costituire un reale pericolo per la Terra, non si esclude la possibilità di poter abbatterla con i missili.

I vertici di Roscosmos, l’Agenzia Spaziale Russa, sono con il fiato sospeso. Se si considera inoltre che, negli ultimi nove mesi, almeno sei satelliti sono stati persi a causa di problemi tecnici, non è difficile pensare ad un periodo di crisi per le missioni spaziali russe.

Federica Vitale

Cerca