Missione Juno: domani la partenza per Giove

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Meno 1. Soltanto in giorno alla partenza di Juno per il pianeta più grande del nostro sistema solare, Giove. Domani alle 17.34 ora italiana da Cape Canaveral avrà inizio la missione Juno, che aiuterà gli scienziati a studiare la composizione di Giove e della sua atmosfera.

A lanciare la sonda sarà il vettore Atlas V-551, che porterà in un primo momento Juno al di fuori dall’atmosfera terrestre per poi lanciarlo verso Giove, in un viaggio che durerà oltre cinque anni. La sonda sfrutterà per il tragitto da compiere anche "l'effetto fionda gravitazionale" utilizzando la spinta gravitazionale della Terra per guadagnare velocità. Durante tali passaggi, il veicolo sarà visibile dal nostro pianeta fino al 2013.

Più complesso sarà l'ingresso nell'orbita di Giove, anche in questo caso visibile dalla Terra. Tale operazione sarà effettuata nel corso dell'estate 2016. Dopo avere effettuato le manovre di avvicinamento, la sonda ruoterà attorno all'orbita polare del pianeta, avvicinandosi fino a 4500 chilometri dalle spesse nubi che lo avvolgono.

Spiega l'Agenzia Spaziale Italiana: “Dopo la fase di crociera che prevede un fly-by attorno alla Terra programmato per il 2013, Juno si inserirà in un’orbita polare attorno a Giove con peri-centro pari a 1,06 raggi gioviani, ottimizzata secondo i requisiti scientifici e scelta anche in modo da minimizzare l’esposizione degli strumenti alle radiazioni. Juno orbiterà attorno a Giove per un anno per un totale di 33 orbite”.

Infine, giunto a destinazione, Juno ruoterà 33 volte intorno a Giove, coprendo un arco temporale pari ad un anno terrestre. Qui cercherà, grazie alla strumentazione di bordo, di reperire quante più informazioni possibili sul pianeta. Tra gli strumenti ve ne saranno anche due di fabbricazione italiana: l'Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), realizzato dall'Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con l’Inaf, che è uno spettrometro a immagine e il KaT (Ka-Band Translator), realizzato da Thales Alenia Space Italia in collaborazione con l'Università di Roma La Sapienza che analizzerà la composizione interna del pianeta e il suo campo gravitazionale.

Francesca Mancuso

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