Iss: agganciato il modulo italiano Leonardo

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Si è conclusa lunedì, alle 18.38 ora italiana, la delicata e complessa serie di operazioni necessarie ad agganciare il modulo pressurizzato permanente Leonardo alla Stazione Spaziale Internazionale. L’intera procedura ha richiesto ben tre ore di lavoro, durante le quali è stato aperto il boccaporto di collegamento tra gli astronauti e lo spazio destinato all’aggancio del modulo italiano.

Insieme a Leonardo, farà il suo atteso ingresso nella stazione orbitante anche Robonaut 2 un robot umanoide che diventerà un vero e proprio inquilino dell'Iss e che svolgerà insieme agli astronauti le normali attività quotidiane.

Dall’interno di quella che comunemente è definita la ‘Cupola’, gli astronauti Nicole Stott e Michael Barratt hanno guidato il braccio robotico dell'Iss nella delicata operazione di estrazione e collegamento del modulo Leonardo. Questi è stato successivamente collocato nel Nodo 1, chiamato Unity. In questa sede, la stanza italiana è rivolta completamente verso la Terra; la manovra è stata effettuata mentre la stazione stava sorvolando il Sahara.

Il modulo Leonardo ha una lunga storia alle sue spalle. La sua costruzione è durata dal 1996 al 1998, mentre il suo primo volo nella stiva dello shuttle risale al 2001. Successivamente, gli sono state apportate numerose modifiche come, ad esempio, il potenziamento dello scudo protettivo per preservarlo dal possibile impatto con i detriti spaziali che potrebbero causargli gravissimi danni. Inoltre, eliminando alcuni sistemi non più necessari, come tubazioni e pompe idrauliche, il suo peso è stato notevolmente alleggerito.

La funzione di Leonardo, molto probabilmente, sarà quella di diventare il luogo di ritrovo degli inquilini dell'Iss Lungo 6,5 metri e largo 4,5, il modulo si differenzia dal resto della stazione per la sua silenziosità. Infatti, in questa zona non saranno presenti computer o ventole in perpetuo movimento. Dunque, diventerà un luogo di riposo dove gli astronauti potranno rimanere in tranquillità, magari comunicando via web con i propri familiari.

Leonardo fa parte dei tre moduli logistici che l’Italia aveva ideato e costruito e, in seguito, ceduto alla Nasa in cambio del favore di poter inviare i nostri astronauti italiani sullo shuttle e sulla Stazione.

Adesso che si è aggiudicato il titolo di PMM, Permanent Multipurpose Module, il modulo attende di poter finalmente ospitare gli astronauti. In queste ore è prevista la seconda passeggiata spaziale da parte di Steve Bowen e Alvin Drew al fine di effettuare le ultime modifiche esterne all’intera sezione. Dopodiché sarà possibile aprire definitivamente il collegamento che lo divide dal resto della stazione. E tutto l’equipaggio potrà averne accesso.

Federica Vitale

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