In arrivo i droni del WWF per proteggere i rinoceronti dai bracconieri

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A fermare bracconieri ci penserà la tecnologia. Grazie anche al sostegno economico di Google, il WWF International ha disposto che tra il 2013 e il 2014 nei cieli di Africa e di Asia voleranno due droni, velivoli senza pilota che monitoreranno le zone altrimenti non raggiungibili dai rangers.

Gli sforzi di sorveglianza per limitare il commercio illegale di avorio passeranno dunque per il cielo. Lo scorso settembre il WWF ha testato la tecnologia in Nepal, dove dei droni molto leggeri sono stati lanciati manualmente dai rangers del luogo insieme ai soldati. Gli ambientalisti infatti hanno formato 19 rangers e il personale dell'esercito nepalese, addestrandoli all'utilizzare degli UAV (Unmanned Eerial Vehicles), presso il Bardia National Park.

Perché il monitoraggio dal cielo? Le ragioni sono molteplici. In primo luogo perché in questo modo possono essere controllate in maniera capillare anche le aree inaccessibili ai mezzi di terra. Poi perché il costante monitoraggio dei droni potrebbe scoraggiare le cattive intenzioni dei bracconieri. Infine, il controllo a distanza limiterà i rischi che i rangers attualmente corrono. Molto spesso essi, durante le perlustrazioni incontrano bande di bracconieri armati o ancora animali feroci.

Una scelta necessaria visto che in alcune zone dell'Africa le cifre sulle specie cacciate sono purtroppo molto elevate. Secondo il WWF, nel 2013 in Sudafrica sono stati uccisi già 82 rinoceronti. Ma il record è stato registrato lo scorso anno, quando sono stati uccisi nella stessa area 668 esemplari.

I droni sono già usati dagli ambientalisti per il monitoraggio della fauna selvatica, come ad esempio le popolazioni di orango di Sumatra e dagli attivisti contro le baleniere giapponesi. I due nuovi droni invece saranno utilizzati in ciascuno dei due paesi selezionati quest'anno.

Entro il 2015 i siti dove gli aerei voleranno potrebbero diventare quattro.

Francesca Mancuso