Vesta: la sonda Dawn presto entrerà nella sua orbita

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È stato finalmente avvistato dalla sonda Dawn della Nasa Vesta, l'asteroide numero due per grandezza che si trova nella fascia tra Marte e Giove. A dare l'annuncio è stato il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. La missione, iniziata 3 anni e mezzo fa, è volta proprio allo studio del grosso asteroide.

Dopo aver percorso vere e proprie distanze siderali, la sonda si trova ormai a 'soli' 1,2 milioni di chilometri dall’asteroide. Il prossimo 16 luglio potrà entrare all'interno della sua orbita, a 16 mila chilometri di distanza, punto in cui la sonda sarà finalmente catturata dall’attrazione gravitazionale di Vesta.

La missione è soltanto una delle tante in corso per la Nasa volte allo studio dei cosiddetti 'nomadi' del nostro sistema solare, comete e asteroidi, per rivelarne i segreti. Da questo momento in poi, però inizierà la fase più delicata, quando la sonda Dawn dovrà in qualche modo correggere il tiro per avvicinarsi a Vesta. Ciò sarà reso possibile dal motore a ioni e dalla camera di bordo che fornirà l'esatta posizione dell’asteroide rispetto allo sfondo delle stelle.

A quel punto, grazie all'attrazione gravitazionale presente all'interno dell'orbita, Dawn potrà girare attorno a Vesta, cercando di indagare la composizione chimica della sua superficie, studiarne le caratteristiche morfologiche e scoprire l’eventuale presenza di altri piccoli satelliti.

Questa è solo la prima parte della missione: dopo un anno trascorso attorno a Vesta, la sonda Dawn partirà per un viaggio diretta verso Cerere, uno altro grande asteroide della fascia principale, da poco rientrato nella classificazione di pianeta nano. Giungerà nei suoi paraggi nel 2015 e allora, come avrà già fatto per Vesta, tenterà di cogliere il maggio numero di informazioni possibili riguardo alla composizione chimica e alle caratteristiche principali del corpo celeste.

Utilissimo poi sarà il confronto tra i dati raccolti nelle due visite spaziali a Vesta e Cerere. Alla missione ha dato un grande contributo anche l'Italia, grazie ad un accordo tra l’Asi e la Nasa. Come si legge sul sito dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare, "l'Inaf ha fornito lo spettrometro ad immagine operante nel visibile e nel vicino infrarosso ad alta risoluzione spaziale e spettrale per effettuare la mappatura iperspettrale degli asteroidi: VIR-MS “Visibile-IR Mapping Spectrometer".

Francesca Mancuso

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