Pheme: il software 'scova-bufale' via tweet

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Si chiama Pheme e consentirà di scovare le notizie fasulle che si aggirano in rete, verificando la veridicità delle affermazioni ed evitando che tweet falsi diventino virali. L'idea è di un professore dell'Università inglese di Warwick, che si è inventato un vero software "scova-bufale" che usa degli algoritmi semantici per identificare il significato dei tweet e di altri post, classificando i rumor che sono online.

Il progetto Pheme, il cui nome non a caso deriva dalla mitologia romana che indicava la personificazione divina della voce pubblica, prende spunto dal fatto che non sempre le informazioni che troviamo sui social media possono essere attendibili. Anzi, uno studio dei social network ha concluso che il 29% dei contenuti più virali sono soltanto voci ingannevoli. Questo è chiaramente un grave problema e, in considerazione del volume di messaggi (solo gli utenti di Twitter inviano 500 milioni di tweets al giorno), è necessario l'uso di tecniche automatizzate per risolverlo.

Il programma dividerà le notizie false o inesatte in quattro categorie: speculazione, controversia, informazione sbagliata e disinformazione. In questo modo, Pheme, analizzando i rumors, svolgerà un vero e proprio lavoro di fact-checking mettendo in ordine le fonti per valutarne l'autorevolezza: esperti, giornalisti, testimoni oculari, cittadini comuni.

Inoltre, una innovativa tecnologia consentirà di analizzare anche il background della fonte: da quanto è su Twitter, quale tipo di informazioni elargisce, con quale frequenza e in che modo e, infine, se sono esatte o meno. Una volta raccolti questi dati, Pheme li invierà a una dashboard, un programma di interfaccia virtuale che analizzerà l'andamento generale di una notizia: quanto è quotata, da chi, da quanto tempo è sul sito, in quanti hanno retweettato e qual è il trend più usato.

Per ora il programma potrà effettuare il controllo solo sulle informazioni che girano tramite Twitter, ma si spera che in futuro si estenda anche ad altri social.

Germana Carillo

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