Safer Internet Day: cyberbullismo e sexting per i minori da 6 a 10 anni

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Cosa fanno i minori sul web? 6 su 10 praticano sexting, inviando messaggi hot sia ad amici che a sconosciuti. Altrettanti usano le foto sul web per prendere in giro qualcuno, favorendo il cyberbullismo. Dati allarmanti quelli resi noti dal Moige, il Movimento italiano genitori in occasione del Safer Internet Day.

L'indagine del Moige ha preso in esame un campione di circa 1000 studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Dai dati è emerso che 9 minori su 10 (l’87,8%) navigano in rete quotidianamente. Il 18% di essi passa sul web più di 3 ore al giorno: di questi, 5 su 10 (50,5%) hanno dagli 11 ai 13 anni.

Grazie anche ad una sempre maggiore disponibilità dei mezzi, è cresciuto anche il numero di chi naviganda casa: 9 ragazzi su 10 hanno un computer ma il 39,4% utilizza il portatile e il 29,9% lo fa dalla propria camera da letto. La percentuale più alta di coloro che utilizzano il pc in camera è nella fascia d’età dagli 11 ai 13 anni (38,6%).

Ma più della metà dei ragazzi intervistati, circa 6 su 10, ha rivelato di usare internet senza il controllo dei genitori. Lo fanno anche i bambini dai 6 ai 10 anni (31,2%). Questa abitudine è ancora più diffusa nella categoria dagli 11 ai 13 anni (72,5%), fino ad arrivare alla quasi totalità nella fascia di ragazzi dai 14 ai 20 anni: in questo caso 8 minori su 10 navigano liberamente, senza il controllo diretto di un adulto.

Un ragazzo su 10 ha inoltre ammesso di visitare siti non adatti alla propria età, ma il 20% ha rivelato di cancellare la cronologia sul computer per non farla vedere ai propri genitori. Altrettanto preoccupanti i dati riguardanti gli appuntamenti al buio: il 14% degli intervistati ha incontrato dal vivo le persone conosciute su Internet e il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il proprio numero di cellulare con gli estranei contattati tramite chat. 6 ragazzi su 10 hanno ammesso con tranquillità di essersi divertiti nel ricevere o inviare foto o video “hot” (sexting) agli amici (38,6%), al partner (27%) e agli sconosciuti (22,7%).

La Polizia Postale e delle Comunicazioni - ha spiegato Antonio Apruzzese, Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni – opera da anni per far sì che i rischi della rete, soprattutto nei confronti dei minori, non debbano costituire un limite allo sviluppo della comunicazione sul web, ma al contrario un valore aggiunto per la propria crescita culturale. È indispensabile – continua Apruzzese -, un’opera di sensibilizzazione e informazione continua, anche attraverso iniziative come “Per un web sicuro”, che concorrono a formare una nuova generazione consapevole sia delle potenzialità sia dei rischi del Web”.

Dobbiamo lavorare sulla responsabilità di tutti, genitori e operatori. É urgente regolamentare le connessioni non protette, per impedire che il porno, che ormai dilaga ovunque in rete, arrivi facilmente alla portata dei nostri figli. Altro rischio è quello delle ricerche on line senza verificare le fonti, tanto che i nostri figli rischiano di imparare cose infondate. Come genitori, dobbiamo stare loro accanto nella vita on line proprio come facciamo in quella off line”, – sostiene Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale Moige – movimento italiano genitori.

Francesca Mancuso

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