Facebook punta al giornale sociale: arriva Reader

facebook lancer un news reader 8422

Un vero e proprio quotidiano personalizzato, nella grafica quanto nei contenuti, prodotto, però, da semplici internauti. In particolare, dagli utenti del social network più popolare del pianeta, alias Facebook.

Il progetto si chiama Reader e – a quanto rivela il Wall Street Journal – sembra che gli uomini di Zuckerberg ci stiano la vorando in gran segreto da circa un anno.

Si tratterebbe, appunto, di un servizio per la condivisione delle notizie pubblicate dagli utenti, selezionate ed ordinate in un formato adatto al mobile grazie a a Sia Flipboard e Pulse, due app capaci di selezionare news in relazione alle preferenze dei navigatori.

L’obiettivo, scrive il Wsj, sembra essere in realtà il mercato pubblicitario legato al comparto dell’editoria, anche se lo sviluppo del nuovo servizio indica soprattutto il nuovo impegno di Facebook verso il mobile. Non a caso, i software al vaglio degli sviluppatori pare siano stati pensati proprio per smartphone e tablet.

Del resto, guardando i numeri ottenuti dal 2004, è lecito pensare che una comunità che oggi conta un bacino di circa 1,1 miliardo di persone possa ancora crescere. E Zuckerberg questo lo sa bene. Lo ha dimostrato, dapprima, con l’introduzione dell’hashtag, il cancelletto che ha fatto la fortuna di Twitter, con lo scopo di aumentare la permanenza degli iscritti in arrivo da mobile. Il servizio Reader, in un certo senso, segue la stessa linea di mercato.

Fonti interne al colosso interpellate sempre dal quotidiano americano riferiscono inoltre che il tempo medio per l’apparizione di una notizia sarà di pochi minuti alla volta. Uno spazio di margine lunghissimo per un social network, se si pensa che in soli 60 secondi si potrebbe riuscire a dare un’occhiata alla timeline, pubblicare un post e rispondere persino ad un messaggio privato.

Augusto Rubei

Seguici su Facebook, Twitter e Google +

LEGGI anche:

- Facebook si converte al #: arrivano gli hashtag

- iPhone scarico per colpa di Facebok? Ecco le soluzioni

Cerca