Internet: in atto il piu' grande attacco hacker della storia

Attacco hacker

Il web è stato preso di mira dal più grande assalto spam mai subito nel corso della storia, opera a quanto sembra di Cyberbunker, società olandese provider di servizi, per reazione a Spamhaus, multinazionale con sede a Londra operante nel monitoraggio della rete, che l’aveva inserita in una lista nera antispamming.

L'elenco è utilizzato dai provider di posta elettronica proprio per eliminare lo spam, e Cyberbunker non ha accettato questo trattamento. Il contenzioso era partito inizialmente con un comunicato stampa, in cui la società ha precisato di ospitare tutti i contenuti, a parte quelli pedo pornografici o legati al terrorismo, e di non poter quindi essere considerata una società che effettua spam pubblicitario.

Ma successivamente ha lanciato un attacco Ddos (Distributed denial of service), facendo partire migliaia richieste di accesso da computer diversi e rallentando così tutta la rete, in Europa e negli Usa.

Patrick Gilmore, dirigente presso Akamai Technologies, fornitore di contenuti digitali, ha dichiarato che il compito di Spamhaus è quello di redigere un elenco di spammer Internet, mentre su Cyberbunker ha commentato: "Sono solo dei pazzi. In realtà, sono stati beccati. Loro pensano che lo spam dovrebbe essere concesso”. E ha poi paragonato l’azione a quella di chi con una mitragliatrice spara su folla intera, quando l'intento è quello di uccidere una sola persona.

E in effetti non solo Spamhaus è stata colpita ma milioni di utenti di Internet hanno registrato ritardi nei servizi, anche molto popolari come Netflix, o non hanno potuto raggiungere un determinato sito web per un certo periodo di tempo. Il cuore del problema, secondo molti ingegneri della rete, è che molti grandi provider di servizi Internet non hanno messo a punto le loro reti assicurandosi il traffico uscente provenisse effettivamente dai propri utenti e non dall’esterno. La potenziale falla nella sicurezza è nota da tempo dagli specialisti, ma solo recentemente usata per minacciare l'intera architettura Internet.

Sembra infatti che gli attacchi hacker degli ultimi giorni siano stati ben cinque volte più potenti di quelli che hanno colpito le principali banche americane e che, anche se non violenti abbastanza per saturare i principali router delle società, abbiano comunque sopraffatto strumenti importanti.

Una vera e propria “bomba nucleare della rete”, come l’ha definita Matteo Principe, amministratore delegato di CloudFlare. E attualmente la guerra ha visto tornare raggiungibile il sito di Spamhaus, ma non ancora quello di Cyberbunker.

Roberta De Carolis

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