I nostri tweet? Finiscono tutti nella biblioteca di Washington

tweet in biblioteca

Un tweet per passare alla storia? Sembrerebbe proprio di sì. La Biblioteca del Congresso di Washington, infatti, afferma di aver accumulato circa 170 miliardi di tweets dal momento in cui ha iniziato a raccogliere in un archivio tutti i messaggi di Twitter, ossia dal 2010.

Twitter sta donando il suo archivio alla biblioteca che, per quanti non ne fossero al corrente, è la più grande al mondo con i suoi 28 milioni di volumi. Per mezzo di tale accordo tra il social network e la biblioteca, si vorrebbero archiviare elettronicamente e rendere consultabili (anche per motivo di studio) le centinaia di miliardi di tweets lanciati nel web. Archivio che risale al primo cinguettio pubblicato nel 2006. Il direttore della Biblioteca delle Comunicazioni, Gayle Osterberg, sostiene che il volume di tweet ricevuto è cresciuto dai 140 milioni al giorno nel mese di febbraio 2011 a quasi mezzo miliardo di tweet ogni giorno alla la fine del 2012.

I bibliotecari hanno sviluppato un sistema per conservare e organizzare la raccolta. Ora la biblioteca sta spostando la sua attenzione verso un obiettivo ancor più complesso: gestire le sfide tecniche di tale archivio di massa per il momento a disposizione dei ricercatori. I tweet saranno archiviati tutti, senza alcuna censura da parte della biblioteca. E la loro fruizione, almeno per il momento, sarà consentita solo ai ricercatori accreditati presso la biblioteca.

"La gente si aspetta database completamente indicizzati, se non addirittura consultabili on-line, e ciò è molto difficile da applicare alle enormi banche dati digitali in tempo reale", riferisce il vice direttore della Library of Congress, Robert Dizard Jr su The Washigton Post. "La tecnologia per l'accesso all'archiviazione deve mettersi al passo con la tecnologia, la quale ha permesso la creazione di contenuti e la distribuzione su vasta scala. Twitter è focalizzato sulla creazione e distribuzione di contenuti e questo è il suo modello. Il nostro obiettivo è la raccolta di tali dati, l'archiviazione, la stabilizzazione e l'accesso, un modello molto diverso".

Twitter è diventato, da alcuni anni a questa parte, uno spaccato della nostra epoca, insieme a Facebook. Su entrambi i social network, i più importanti fatti della nostra vita quotidiana o della nostra storia vengono scritti da gente comune. E anche importanti protagonisti di questi fatti se ne sono resi conto. Basti pensare al Pontefice Benedetto XVI e al suo account @Pontifex, che tra attesa e diffidenza, ha calamitato l'attenzione di un numero considerevole di “followers” e l'inevitabile giostra di domande serie e semi-serie.

Insomma, dicevamo. Un tweet per passare alla storia? Sembrerebbe proprio così se a raccogliere i nostri pensieri è addirittura una biblioteca di prestigio come quella del Congresso di Washington. Sfogo alla fantasia, dunque. La storia vi aspetta.

Federica Vitale