Robot: si chiama Paraswift il primo automa paracadutista

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Oltre a salvare vite umane, recitare e pulire i pavimenti di casa, adesso i robot sanno fare anche il BASE jumping (lo sport estremo che consiste nel lanciarsi nel vuoto da varie superfici ed atterrare mediante un paracadute). Un team di studenti dell'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH), collaborando con la Disney Research, ha costruito il robot Paraswift.

Paraswift - come riportato dal sito DiscoveryNews.com - riesce ad arrampicarsi su un muro, aprire un paracadute e lanciarsi nel vuoto, anche se originariamente il progetto (con il gruppo di 10 studenti che ha unito ingegneria meccanica, ingegneria elettrica e design industriale) nacque con il 'solo' intento di costruire un robot in grado di scalare i muri.

La maggior parte dei robot ci riescono grazie a magneti o ventose, altri tentano con l’aderenza. Tutti e tre i metodi, però, sono limitanti: il primo permette al robot di aderire solamente alle superfici metalliche; il secondo consiste nel trovare una buona presa, condizione che diviene difficile su una superficie ruvida; il metodo dell’aderenza funziona meglio sulle scogliere, ma è meno utile sugli edifici, che presentano meno punti di presa. Per risolvere il problema, gli studenti hanno progettato una sorta di ventosa che crea al suo interno una zona di bassa pressione costante.

Una ventosa normale necessita di una buona tenuta, che mantenga all’interno una pressione più bassa, che la tiene su. Se però all’interno della ventosa si inserisce una turbina che spinge costantemente l'aria fuori, non importa più se la presa non è perfetta.

In un secondo momento è stato progettato il sistema di volo. La sfida derivava dal fatto che il Paraswift non è alto come un normale BASE jumper, perciò qualsiasi paracadute utilizzasse avrebbe dovuto aprirsi rapidamente.

Gli studenti hanno costruito quindi un paracadute simile ad un deltaplano, da aprire prima del salto grazie ad un telecomando. In ogni caso, oltre al divertimento di vedere un robot lanciarsi da un edificio, Paraswift (ed i suoi successori) potrebbero rivelarsi utili in diversi compiti, come scattare foto in luoghi difficilmente raggiungibili dall’uomo. Foto che, grazie ad un’altra prospettiva, potrebbero contribuire ad una migliore mappatura 3D di un’area.

Antonino Neri

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