Zoe: l'avatar che esprime le emozioni del volto

zoe avatar

Con un computer si può interagire ma non trasmettere emozioni. Almeno fino ad ora. A Cambridge è stato realizzato un avatar che parlando riesce ad esprimere le emozioni umane con “un realismo senza precedenti”. Si chiama Zoe e potrebbe rivoluzionare il settore della comunicazione.

Questa tecnologia potrebbe essere l'inizio di una nuova generazione di interfacce che rendono l'interazione con un computer molto più simile al dialogo con un altro essere umano. Zoe è una testa parlante virtuale, capace di esprimere una vasta gamma di emozioni umane su richiesta. Il suo volto, molto realistico, è in grado di visualizzare emozioni come felicità, rabbia, paura. Tutto trasmesso anche con la voce, che cambia per adattarsi a qualsiasi sensazione che l'utente vuole sentire.

Come funziona? Gli utenti possono inserire qualsiasi messaggio, specificando anche l'emozione con cui esso deve essere trasmesso e l'espressione del volto che deve recitare il testo. Secondo i suoi progettisti, Zoe sarebbe l'avatar più espressivo controllabile mai creato, capace di replicare le emozioni umane con un realismo senza precedenti. Non un sistema intelligente, propriamente detto. Zoe è il risultato di una collaborazione tra ricercatori del Toshiba Cambridge Research Lab e del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Cambridge.

Il volto è in realtà quello di Zoe Lister, attrice inglese fose più nota come Zoe Carpenter, protagonista della serie Hollyoaks. Per ricreare il suo viso e la voce, i ricercatori hanno trascorso alcuni giorni nella registrazione vocale di Zoe e delle sue espressioni facciali. Il risultato è un sistema abbastanza leggero anche per la tecnologia mobile, e che per questo potrebbe essere usato come assistente personale per smartphone e tablet, o ancora per inviare messaggi vocali agli amici con annessa espressione del volto. Ma potrebbe avere molteplici usi, ad esempio nel settore dei videogames, nei libri audiovisivi o come mezzo per trasmettere le lezioni online. Ciò significa che, in futuro, gli utenti potrebbero personalizzare i propri assistenti digitali in maniera emotivamente realistica.

Ma il team che ha creato Zoe è attualmente alla ricerca di altre applicazioni e sta lavorando anche con una scuola per bambini autistici e sordi. In questo caso, la tecnologia potrebbe essere utilizzata per aiutare gli alunni a "leggere" le emozioni e ad imparare a comprendere il labiale.

Francesca Mancuso

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