Universo artificiale: per crearlo basta un supercomputer

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L'uomo è in grado di costruirsi da solo un universo artificiale? Sì grazie ad un supercomputer. Il nuovo software utilizzato, chiamato Arepo, ha permesso ai ricercatori di simulare la creazione dell'universo con una risoluzione senza precedenti, attraverso un modello realistico.

Il Supercomputer Odyssey Harvard ha permesso infatti di realizzare simulazioni che hanno compresso quasi 14 miliardi di anni in pochi mesi. "Abbiamo creato la varietà delle galassie che vediamo nell'universo locale," ha spiegato l'autore dello studio Mark Vogelsberger alla Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

Il nuovo software si chiama Arepo ed è stato creato da Volker Springel presso l'Istituto per gli studi teorici di Heidelberg in Germania. Simulazioni precedenti avevano diviso lo spazio in una griglia fissa di cubi, con ogni cubo che simulava il comportamento delle sostanze all'interno dello spazio.

Arepo utilizza una griglia che può essere rimodellata e riempita con tetraedri di varie dimensioni e forme (un tetraedro è un oggetto a quattro facce simile ad una piramide). Più sostanze contiene una regione contiene come gas, stelle, materia oscura o energia oscura, più sono i tetraedri che Arepo dedica a tale regione. Ciò ha permesso di simulare il comportamento e il flusso di queste sostanze in maniera più accurata creando al computer un modello realistico di un universo. "Abbiamo preso tutti i vantaggi dei codici precedenti e rimosso gli svantaggi", ha detto Springel.

"Le simulazioni che abbiamo eseguito con il nostro software rappresentano un universo o fetta di universo che ha molte proprietà simili al nostro, ma non è necessariamente lo stesso universo," ha aggiunto Paul Torrey dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.

In futuro, i ricercatori mirano a simulare volumi molto più grandi dell'universo con una risoluzione senza precedenti, creando un modello ancora più grande e realistico dell'universo. "In questo modo, speriamo di avere ulteriori approfondimenti sulla formazione galattica", ha detto Torrey.

I risultati delle ricerche sono stati pubblicati sul giornale della Royal Astronomical Society.

Francesca Mancuso