Project Ara, da gennaio lo smartphone modulare fai-date di Google

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Google lancia Project Ara, lo smartphone modulare low cost. Il progetto, che sembrava solo un concept, ora è più concreto: nel mese di dicembre, Mountain View renderà disponibile un aggiornamento Android per i dispositivi Ara, seguito dal rilascio del primo telefono, che avverrà nel gennaio del 2015 al costo di 50 dollari (circa 36 euro). Ma quali sono le caratteristiche più importanti del dispositivo?

Modularità

La peculiarità più evidente è chiaramente la possibilità di costruire uno smartphone con moduli diversi in modo da ottenere un prodotto personalizzato. Sarà composto da una scocca rettangolare con attacchi frontali per il display e posteriori per fotocamera, memoria o scheda grafica. Tra l’altro, ogni modulo potrebbe avere più funzioni. Le combinazioni ipotizzabili con la fantasia sono infinite. Secondo indiscrezioni il dispositivo ha una durata di vita media dai 5 ai 6 anni.

Filosofia open source

Lo scheletro è di Google, ma il resto di tutti. Agganci magnetici permettono di attaccare i moduli alla parte centrale del telefono, il cosiddetto Endo, e potranno essere sviluppati da chi vuole. Il telefono è quindi open source, e quindi si possono prevedere moduli disponibili gratuitamente in rete, da dove chiunque potrà stampare a casa con la propria stampante 3D, ammesso che un giorno questo dispositivo sia alla portata di tutti ovviamente.

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Costo

Il prezzo base è 50 dollari, sebbene si parli anche di un modello da 500 dollari, successivo alla data di lancio. Ma la modularità sarà anche nei costi per i singoli moduli, con cifre diverse, e quindi il telefono avrà complessivamente un prezzo “personalizzato”.

Utilizzo del mercato dell’usato

Vista la grande flessibilità che l’ambizioso progetto propone, è ipotizzabile anche un mercato dell’usato. Come Google fa di solito, molto probabilmente il dispositivo sarà in vendita sul sito ufficiale, ma quasi sicuramente ci saranno anche dei negozi fisici dove del personale specializzato potrà aiutare gli utenti a scegliere i moduli più adatti alle loro esigenze, e quindi possiamo anche pensare che ci possa essere scambio tra usato e nuovo.

Largo alla fantasia dunque?

Roberta De Carolis

Foto: CNET

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