Smartphone del futuro: nel 2017 saranno più intelligenti dell’uomo

smartphone umore

Smartphone vs uomo: nel 2017 lo batteranno. Secondo gli analisti di Gartner, attualmente a Barcellona in occasione del Gartner Symposium/ITxpo, saranno infatti più intelligenti di noi, perché sapranno così bene tutto degli utenti da anticiparli nelle loro mosse, prevedere i loro spostamenti e intervenire in caso di necessità prima ancora che l’utente stesso se ne accorga. Fantascienza? Sembra proprio di no.

“Gli smartphone stanno diventando più intelligenti, e saranno più intelligenti di te entro il 2017 - ha sentenziato infatti Carolina Milanesi, Vice President dell’R&D di Gartner – In caso di traffico intenso, ti sveglieranno prima se hai un appuntamento con il tuo capo, o semplicemente invieranno una scusa se ​​dovevi vedere un collega. Lo smartphone sarà in grado di raccogliere e di contestualizzare informazioni della tua agenda, sulla tua posizione e relative ai tuoi dati personali”.

Gli analisti hanno osservato che la tecnologia e le applicazioni hanno trasformato i “banali” telefoni cellulari in smartphone: ai comuni dispositivi di comunicazione si sono quindi aggiunte macchine fotografiche, Gps, sensori di ogni genere, fino alle più sofisticate funzionalità come il touch e il riconoscimento vocale, mentre non sembra più tanto lontana la trasmissione del pensiero.

Tutto questo ha facilitato la nostra interazione con il mondo, di certo dal punto di vista pratico, anche se molti sociologi dubitano che tali interazioni “virtuali” migliorino realmente la competenza sociale dell’uomo. Ma, al di là delle dipendenze da Internet e di alcune forme di degenerazione che colpiscono soprattutto gli adolescenti, è indubbio che attualmente uno smartphone è capace di integrare funzionalità e attività come solo 10 anni fa sembrava impensabile.

Secondo gli esperti, il trampolino di lancio è stato soprattutto il cloud personale. “Partiamo dal presupposto che le applicazioni potranno acquisire conoscenze nel tempo e migliorare le previsioni su ciò che gli utenti vogliono e di cui hanno bisogno, raccogliendo i dati a loro a disposizione - ha continuato la Milanesi - Tutto ciò sta accadendo in tempo reale”.

Ce l’abbiamo dunque sotto gli occhi la crescita intellettiva degli smartphone, anche se non si parla di intelligenza in senso intrinseco, ma di incremento esponenziale dei dati computazionali che i dispositivi saranno in grado di immagazzinare e rielaborare. E, se precedenti previsioni per il 2018 parlavano solo di miglioramento delle funzionalità, seppur incredibili e affascinanti, ora tutto questo sembra più che sufficiente a battere il nostro cervello.

Che si sia anche questo impigrito nel frattempo?

RDC

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