Blackberry: arriva l'alt degli Emirati Arabi

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Niente blackberry in Arabia Saudita. La Commissione nazionale per le telecomunicazioni ha deciso di bloccarne i servizi di mail, sms ed internet per problemi di "sicurezza".

Il noto smartphone della casa canadese Rim (Research In Motion), aveva già subito la prima battuta d'arresto lo scorso 11 ottobre, quando gli Emirati Arabi avevano deciso di bloccare i servizi multimediali dei Blackberry.

Occorre fare una premess. I Blackberry, che operano negli Emirati Arabi Uniti dal 2006, danno la possibilità agli utenti di inviare messaggi wireless senza essere monitorati, violando così la normativa sulla sicurezza nazionale approvata nel 2007.

Ed è per questo motivo che le autorità arabe hanno posto tale divieto: "Vogliamo solo che i dispositivi vengano implementati nel rispetto delle leggi locali - ha spiegato il responsabile delle telecomunicazioni, Mohammed al-Ghanenmal-. Siamo uno stato sovrano e le nostre leggi vanno rispettate".

Ad aprile un simile allarme era stato lanciato anche dal Bahrain, mentre la scorsa settimana è stata la volta dell'India, che aveva addirittura minacciato il blocco dei servizi Rim se l'azienda canadese non avesse messo a punto un server proxy per garantire maggiore sicurezza, ad esempio tenendo sotto controllo il traffico email, in base a quanto è riportato nelle normative nazionali.

Misure restrittive, ma l'India non è l'unico stato. Anche negli Usa, dopo l'attentato dell'11 settembre, il Patriot Act approvato in quell'occasione, consente di intercettare e monitorare le comunicazioni orali o elettroniche.

Tornando all'Arabia Saudita, la sospensione avrà luogo finchè non sarà trovata una "soluzione accettabile" ha spiegato Mohammed al-Ghanenmal, secondo cui "questi determinati servizi Blackberry permettono di agire eludendo le responsabilità giuridiche e ciò causa problemi di sicurezza nazionale". Una decisione definitiva la sua, ma che lascia qualche margine di dialogo.

Francesca Mancuso

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