I militari imiteranno le seppie per mimetizzarsi

seppie gialle

Quando si parla di animali capaci di mimetizzarsi con l'ambiente molto spesso si pensa ai camaleonti. Sulla terra nessun altra creatura è brava a camuffarsi tanto quanto loro. In mare però hanno un alter ego: le seppie. Quest'ultime possono essere definite i camaleonti del mare, perché capaci di cambiare colore rapidamente e diventare un tutt'uno con ciò che le circonda.

I ricercatori della Harvard University di Cambridge e del Marine Biological Laboratory di Woods Hole nel Massachusetts hanno studiato i meccanismi chimici, biologici e ottici che consentono alle seppie di mimetizzarsi. Tutto questo perché vorrebbero scoprire i meccanismi di mimetizzazione di queste creature per realizzare nuovi cosmetici e abiti mimetici da utilizzare in campo militare.

La seppia, detta anche sepia officinalis, è un cefalopode. Quest'ultima è una classe di animali marini che comprende calamari e polpi, dunque non pesci ma molluschi.

Esse hanno un colore particolare in quanto le loro cellule contengono un pigmento che le conferisce la capacità di cambiare il colore e il motivo della loro pelle a seconda dell'ambiente che le circonda. Tutto questo avviene perché la pelle delle seppie è formata da tre componenti ottici disposti verticalmente che permettono loro di assorbire o riflettere colori diversi: il leucophore, che riflette la luce in modo uniforme su tutto lo spettro visibile, l'iridophore che è un riflettore costituito da una pila di film sottili e il chromatophore che è una sorta di filtro per la selezione dei colori.

Il meccanismo di mimetizzazione di una seppia è alquanto complesso in quanto durante questo processo ogni chromatophore si espande e accresce la sua superficie del 500%. Nel momento in cui si innesca questo meccanismo i granuli di pigmento contenuti all'interno del chromatophore assorbono, riflettono ed emettono luce cambiando sensibilmente il colore della pelle delle seppie.

Dopo questa interessante scoperta gli scienziati hanno intenzione di applicare i principi di mimetizzazione delle seppie nella progettazione di abiti mimetici.

"Nel corso della storia - afferma uno dei ricercatori che hanno condotto lo studio - le persone hanno sempre sognato di avere un 'abito invisibile'. La natura ha risolto il loro problema, ora tocca a noi replicare. Anche gli umani - conclude - devono potersi mimetizzare come le seppie per aggirare i nemici."

Cercare di replicare i meccanismi che si innescano sulla pelle delle seppie non è affatto semplice. Al momento non esistono ancora dei materiali capaci di espandersi 500 volte in superficie e di riflettere la luce come un chromatophore. Dunque, prima di vedere degli abiti perfettamente mimetici bisognerà attendere che gli scienziati inventino un materiale che abbia queste caratteristiche.

Italia Imbimbo

Foto: François Sichel

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