I chip del futuro saranno di carta e si scioglieranno nell'acqua calda

chip acqua

Sciogliere in acqua calda dopo l’uso. Se non fosse che stiamo parlando di circuiti stampati. La NPL (National Physical Laboratory) - in collaborazione con In2Tec Ltd (UK) e la Gwent Electronic Materials Ltd – ha creato un PCB (Printed Circuit Board) che una volta “esausto” può essere sciolto in acqua calda, consentendo il recupero dei componenti elettronici in esso contenuti.

Attualmente, solo in Gran Bretagna, ogni anno oltre 100 milioni di componenti vengono scartate, di questi l'85% di quelli inutilizzati vanno in discarica e il 70% di questi è privo di metalli riciclabili, per un totale di 1.000.000 di Tonnellate di rifiuti. Nell’ambito dell ReUSE Project (Reuseable, Unzippable, Sustainable Electronics), sostenuto dal governo britannico attraverso il Technology Strategy Board, i partner del progetto hanno sviluppato un PCB composto da una serie di strati polimerici non comprimibili.

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Pur avendo buone capacità di resistenza termica e meccanica il “composto” risulta idrosolubile a determinate temperature, il che, come spiegano i ricercatori, “consente di riutilizzare fino al 90% della struttura originaria” (in termini di paragone, con le tecnologie in uso, solo il 2% di quelli tradizionali può essere riutilizzato) “ed inoltre questo nuovo prodotto consente la creazione di soluzioni elettroniche rigide, flessibili e 3D, consentendo all'industria di perseguire nuove filosofie di progettazione”.

Andrea Pallini

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