La sedia del Mit che si assembla da sola: il video

sedia mit

Sembra quasi magia: una sedia che si assembla da sola se immersa nell'acqua. È nata presso il Self-Assembly Lab del MIT dove si lavora da tempo su questo filone. Solo una sedia al mondo può dunque riuscire in questa impresa ma purtroppo per noi è troppo piccola.

Le sue misure sono infatti 15x15 cm ed è l'ultima creazione di Skylar Tibbits e del suo team. In questo laboratorio gli scienziati hanno studiato il modo in cui le strutture potrebbero essere in grado di assemblarsi autonomamente in ambienti non controllati come l'acqua.

Il prototipo è costituito da sei componenti. Ciascuno è integrato con dei magneti e ha un punto di connessione unico che permette di collegarsi a un altro pezzo. Una sorta di puzzle, ma dotato di magneti che ne gestiscono la forza di attrazione, che volteggia nell'acqua fino al completo montaggio.

A distanza ravvicinata, ogni pezzo deve connettersi facilmente con il suo componente corrispondente, ma mai con un altro”, spiega Baily Zuniga, che ha preso parte alla ricerca. Tante le variabili di cui tenere conto come la dimensione, il peso e la geometria dei singoli pezzi, la forza e la quantità di acqua.

Ma la sedia fa parte di un programma più ampio denominato Fluid Assembly Furniture, una serie di numerosi progetti di ricerca di Tibbits con Self-Assembly Lab.

In futuro, queste tecniche potrebbero essere usate per riparare oggetti che possono essere difficili da raggiungere, in luoghi come lo spazio o le profondità dell'oceano. Ma tali prospettive sono ancora molto lontane. Sono necessari più dati e altra sperimentazione per capire meglio i processi di auto-assemblaggio e identificare quali modalità e materiali potrebbero essere più efficienti.

Oltre ad essere piccola, la sedia ha impiegato circa 7 ore per auto-assemblarsi. Un tempo decisamente troppo lungo alla luce di un concreto utilizzo della tecnica.

Ma il montaggio si appresta semrep di più a diventare autonomo. Chissà cosa ne pensa Ikea.

Francesca Mancuso

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