Mantello invisibile: low cost con le lenti da vista

Mantello Rochester

Mantello dell’invisibilità: per nascondere la luce un gruppo di ricerca dell’Università di Rochester (USA) guidato da John Howell ha usato quattro lenti da vista, senza l’utilizzo di costosi materiali né calcoli particolarmente sofisticati. Diventare Harry Potter è forse un sogno sempre più vicino, anche se non mancano diverse perplessità.

“Ci sono stati molti approcci ad alta tecnologia per realizzare l’invisibilità e l’idea di base dietro questi è quella di nascondere la luce, spesso utilizzando alta tecnologia o materiali esotici hanno commentato gli autori - […] Questo è il primo dispositivo che conosciamo che può realizzare la trasmissione in 3D, diventando un mantello continuo e multidirezionale”.

I tentativi fatti finora, in effetti, hanno sempre messo in campo i metamateriali, piuttosto costosi, che in alcuni casi riflettono la luce imponendole un percorso diverso, altre volte la assorbono, in un certo senso senza nascondendola. Howell e i suoi invece hanno cercato di ingannare la luce con un gioco di lenti, costringendola a seguire una traccia lontana dall’osservatore. Con un netto guadagno in termini economici.

Sia per il mantello che per l’oggetto da nascondere i ricercatori hanno determinato il tipo di lente e la potenza necessaria, così come la distanza di separazione precisa tra le quattro lenti. Per testare il loro dispositivo, hanno messo l’oggetto di fronte a una griglia di sfondo. Mentre guardavano attraverso le lenti e cambiavano il loro angolo di visione passando da un lato all’altro, la griglia si spostava di conseguenza, come se il dispositivo di occultamento non fosse presente.

Mantello Rochester-1

Nel test non è stata notata alcuna discontinuità nelle linee della griglia dietro l’oggetto rispetto allo sfondo. Il mantello può poi essere progettato alle stessi dimensioni delle lenti, consentendo di nascondere anche oggetti piuttosto ingombranti. E, a differenza di alcuni altri dispositivi, è a banda larga, in modo da funzionare per tutto lo spettro visibile della luce, e non solo per frequenze specifiche.

Una tale configurazione, decisamente semplice rispetto al passato, è di certo un grande passo avanti rispetto ad altri dispositivi di occultamento, ma non è perfetta. Gli autori hanno infatti spiegato che il mantello piega la luce verso il centro del dispositivo, rendendo la regione avvolta dal “trucco” a forma di ciambella. Per evitare questo inconveniente, ha spiegato Howell, si sta operando complicando leggermente il progetto.