Computer del futuro, fotonica: Hp annuncia The Machine

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È già stato definito il Computer del futuro per eccellenza. È The Machine, il nuovo dispositivo presentato dal Ceo di Hp, Meg Whitman in occasione dell'HP Discover 2014 che si è svolto a Las Vegas dal 10 al 12 giugno. Ancora una volta è la luce la protagonista. I nuovi sistemi infatti potrebbero usare la fotonica, raggiungendo velocità di elaborazione dati oggi sconosciute.

Perché lo abbiamo chiamato The Machine? Quando abbiamo iniziato a svilupparlo, abbiamo voluto essere molto attenti a non chiamarlo server, workstation, PC, dispositivo o telefono, perché in realtà racchiude tutte queste cose,” spiega HP. “Così abbiamo iniziato a chiamarlo The Machine”.

Una vera rivoluzione quella a cui la società vuole puntare. Un prodotto piccolo come uno smartphone ma capace e veloce come un supercomputer, dotato di “memristor”, per memorizzare i dati volatili come attualmente fa la Ram, ma conservandoli a tempo indeterminato. Ma il segreto sta nell'utilizzo della fotonica al posto dei vecchi collegamenti in rame, con un cluster di processori connessi fra di loro sfruttando la propagazione dei singoli fotoni di cui è fatta la luce.

Il risultato? Potenza di calcolo illimitata, analisi di mille miliardi di record in un batter d'occhio, ampliamento della larghezza di banda e della memorizzazione dei dati tagliando il consumo di energia ma anche maggiore sicurezza.

The Machine

A porte chiuse, negli HP Labs si stanno sviluppando le componenti fondamentali della soluzione che avrà la capacità di prendere tutte le informazioni del futuro ed elaborarle in modi nuovi. Sviluppare la macchina non significa solo costruire l'hardware, ma stiamo anche investendo nello sviluppo del software che supporterà gli algoritmi di dati, i sistemi operativi, la piattaforma di sicurezza e gli strumenti necessari per gestire milioni di centri di calcolo dai server e dai data center, fino ai sensori intelligenti che andranno a comporre l'internet delle cose,” prosegue HP.

Sul palco di Las Vegas, Martin Fink ha spiegato che i memristors saranno una componente chiave della “memoria universale” di The Machine e ne ha mostrato un prototipo, legato a un processore da qualche fibra fotonica in grado di trasferire dati a 6 terabyte al secondo.