Airdrop: come trovare acqua nel deserto dall'umidità dell'aria

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Ci è riuscito Edward Linacre della Swinburne University of Technology (Melbourne, Australia), che per questo è stato insignito del premio ‘James Dyson Award’, un riconoscimento attribuito a studenti universitari provenienti da 18 Nazioni diverse per particolari invenzioni, di rilevanza per la società: lo studente australiano è riuscito infatti a ricavare acqua dall’umidità dell’aria, mediante l’apparecchio da lui chiamato ‘Airdrop’.

La messa a punto dell’ingegnosa strumentazione è stata portata a termine prendendo spunto dalla natura: lo studente ha infatti analizzato il comportamento di una particolare specie di scarabeo che si trova nel deserto Namib, tra la Namibia e il sud ovest dell’Angola (Africa), in grado di sopravvivere in estreme condizioni di siccità, con meno di 1 centimetro e tre millimetri all’anno d’acqua. Airdrop è dunque un brillante esempio di biomimetica.

La pelle di questi insetti è infatti fortemente idrofilica, ovvero strutturata con delle molecole in grado di intrappolare umidità dall’aria, anche se particolarmente secca. In questo modo gli scarabei riescono a raccogliere la quantità d’acqua sufficiente per sopravvivere. E Airdrop fa in qualche modo lo stesso: con una speciale pompa auto alimentante raccoglie umidità dall’aria, la porta in un network di tubature interne dove condensa. Quello che ormai è un serbatoio d’acqua, può essere quindi usato come sistema di irrigazione, anche in regioni desertiche.

La tecnica è a basso costo e non ha bisogno di particolari alimentazioni esterne. Pertanto il premio di 14 mila dollari (circa 10 mila euro) assegnato al giovane, unito agli ulteriori 14 mila messi a disposizione dall’Università dello stesso Linacre, potrebbe essere sufficiente a velocizzare i miglioramenti dell’apparecchiatura e un eventuale inizio di sperimentazione su più larga scala.

Roberta De Carolis

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