Darpa: i serpenti volanti sono le armi del futuro

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I serpenti suscitano in molti di noi inquietudini e, in alcuni casi, delle vere e proprie fobie. Sarà forse anche questo il motivo che li rende spesso oggetto di diverse ricerche. Un modo per ridimensionare le apprensioni che infondono. Ma se si tratta di serpenti volanti è persino il Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), l’agenzia statunitense incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per l’uso militare, ad interessarsene e ad investire somme di denaro nel loro studio.

Sarà per la loro non comune capacità di volare, ma questo tipo di rettili attrae l’attenzione proprio per il loro sistema di volo. E a dire il vero, il loro non sarebbe un volo nel senso stretto del termine. Questi, piuttosto, si proiettano nel vuoto con l’intento di raggiungere il loro obiettivo.

In pratica, raggiungono la cima degli alberi più alti e poi si lanciano. Il modo di roteare il corpo allungato ha dell’incredibile. Se si ha in mente il balzo di un gatto da un’altezza considerevole, si può comprenderne la modalità: un felino rotea su stesso al fine di controbilanciare il peso e di attutire l’impatto cadendo sempre sulle zampe.

Con lo stesso procedimento, un serpente volante ruota lateralmente sia per prendere velocità sia per smorzare l’effetto della caduta. Vederne la performance volteggiante, è come assistere alla danza di un’unica ala allungata fluttuante nell’aria.

Questa specie di rettile è tipica della regione sud orientale dell’Asia, soprattutto dell’India, ed appartiene alla varietà denominata Chrysopelea.

La ricerca avviata dall'agenzia americana è condotta dal ricercatore John Socha, il quale cercherà di sviluppare in 3D una ricostruzione biologica e fisica di questo particolare rettile. In seguito, i risultati di tale analisi saranno pubblicati sulla rivista ‘Bioinspiration and Biometrics’.

Federica Vitale

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