Computer del futuro: vicini alla 'singularity'?

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Gli ingegneri informatici, nel corso dei decenni, sono riusciti a raddoppiare il numero di transistor che possono contenere i chip dei computer. Ciò avviene ogni due anni e, per farlo, basta dimezzare le dimensioni dei singoli transistor. Oggi, sempre grazie a questo semplice sistema del raddoppiamento/dimezzamento, i transistor misurano pochi atomi di diametro, e un classico chip di computer ne contiene 9 milioni per millimetro quadrato.

I computer con più transistor possono eseguire più calcoli al secondo (perché ci sono più transistor da attivare) e sono quindi più potenti. Il raddoppio della potenza di calcolo ogni due anni è nota come “legge di Moore” (da Gordon Moore, l'ingegnere di Intel che per primo notò il fenomeno, nel 1965). La legge di Moore rende “vecchi” i notebook acquistati solo un anno fa, e renderà i dispositivi tecnologici dell’anno prossimo molto più piccoli e veloci rispetto di quelli attuali. Ma, al di là del consumismo, fin dove potrà spingersi la crescita esponenziale della potenza di calcolo dei PC?

I computer un giorno riusciranno ad essere più intelligenti degli esseri umani? E smetteranno mai di diventare sempre più potenti? Se la legge di Moore continuerà a funzionare e la potenza dei computer continuerà a crescere in modo esponenziale (sia attraverso l'ingegno umano che con l’evoluzione delle stesse macchine), verrà un giorno in cui l’avanzamento tecnologico sarà costretto ad interrompersi? Secondo i fisici Lawrence Krauss e Glenn Starkman sì: nel 2005 hanno calcolato che la legge di Moore durerà fino a quando i computer saranno a corto di materia e di energia, ed inizieranno così ad utilizzare i bit.

Secondo questa teoria, quindi, i computer non potranno evolversi ulteriormente, non saranno in grado di cooptare materiale sufficiente a raddoppiare il numero di bit ogni due anni, perché l'universo si evolverà così rapidamente che essi non riusciranno più a stargli dietro. Quindi, se la legge di Moore continuerà ad essere così precisa come è stata fino ad oggi, quand’è che i computer smetteranno di svilupparsi?

Le proiezioni indicano che i computer comprenderanno l'intero universo raggiungibile tra 600 anni, trasformando ogni parte di materia e di energia in una parte del loro circuito. Potrebbe sembrare presto. “Ma la legge di Moore è una legge esponenziale”, ha spiegato il fisico Starkman, della Case Western University. È possibile raddoppiare il numero di bit tante volte, fino a raggiungere le dimensioni dell'universo intero. Il pensiero di Starkman è che la legge di Moore decadrà molto prima che l’ultimo computer si “mangerà” l'universo.

Il fisico pensa infatti che l’evoluzione dei computer terminerà tra circa 30 anni. In fondo però non si può dire con certezza che cosa accadrà: potremmo arrivare alla “singolarità”, il momento in cui i computer prenderanno coscienza, e di conseguenza il sopravvento, iniziando quindi ad auto-migliorarsi.

O forse non ci arriveremo.

Antonino Neri

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