Google: il supercomputer che riconosce i gattini

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Dopo Google Cars e Google Project Glass, il colosso di Mountain View ci riprova con Google X. Le ricerche continuano e questa volta si sono concentrate sul comportamento di un supercomputer da mille unità operative e 16 mila processori. In tutto una gigantesca rete neurale.

In letteratura si chiama "machine learning", ossia apprendimento automatico, ed è quella branca dell'intelligenza artificiale che, attraverso l'utilizzo delle informazioni provenienti da sensori, permette di attivare un processo decisionale da parte di una macchina. "Accade di frequente che le proprie parole, sottoposte a riconoscimento vocale, siano trascritte in modo scorretto, che una traduzione risulti inadeguata o che un'immagine non venga riconosciuta", spiega Jeff Dean, coordinatore del laboratorio Google X.

In pratica, all'enorme cervello è stata data la possibilità di apprendere mediante la valutazione di ben 10 milioni di video di Youtube. L'algoritmo addetto alla scelta della rete neurale ha così potuto individuare le informazioni e catalogarle. Il risultato è stato che il supercomputer sembra abbia riconosciuto su tutta la linea l'immagine del gatto. Come è noto, il simpatico felino è molto presente su Youtube dove spesso se ne celebrano le goffe avventure o posture.

Il grande cervello ha definito il concetto in chiave personale. L'algoritmo è riuscito quindi a distinguere i volti umani con una netta precisione dell'81,7 per cento e i gatti con 74,8 per cento. Ciò è possibile in virtù del fatto che una macchina è in grado di distinguere la foto di un oggetto da un altro mediante un ricco database di immagini contenenti i due oggetti che, in qualche modo, nel grande cervello vengono "etichettati".

Google X ha così esaminato i video sulla piattaforma di Youtube. Senza alcuna interferenza da fonti esterne, il sistema ha analizzato in maniera autonoma tutti gli oggetti rappresentati nel video. Per far ciò gli è occorso una settimana. "La rete neurale artificiale è riuscita a scoprire com'è fatto un gatto senza che fosse stata precedentemente istruita sull'identità dei felini", chiarisce Dean. E i gatti sono stati ciò che il supercomputer è riuscito a riconoscere per primi, estrapolandoli dall'infinita quantità di immagini contenute in Youtube.

La ricerca verrà esposta nel corso della International Conference on Machine Learning si terrà a Edimburgo, in Scozia, dal 26 giugno al 1° luglio.

Federica Vitale

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