La sigaretta del futuro è elettronica

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La tecnologia va, imperterrita. Fino a manovrare la nostra quotidianità. Fino a regalarci gadget di ogni genere. Che, di solito, amplificano le passioni e i desideri, smorzando anche le voglie più dannose, come il fumo. Perchè in fondo, smettere di fumare: anche quello è un desiderio.

Allora ti ritrovi in bocca una sigaretta elettronica (i più fanatici la chiamano e-cigarette) con una batteria ricaricabile e una cartuccia che simula il fumo. Insomma inali un semplicisissimo vapore che, sembra scontato, può contenere nicotina.

A ragion veduta è quasi la sigaretta perfetta: addio accendino, addio cenere sul divano, addio maglie bucate colti dalla distrazione di un sistematico ciucciare.

"Così smetti di fumare", ti dicono gli amici, e gli esperti anche, perché la sigaretta elettronica è più o meno un placebo che riduce al minimo gli effetti della vera sigaretta come mamma Morris l'ha fatta.

Come funziona. La sigaretta elettronica è un piccolo concentrato di tecnologia che unisce vari componenti tra i quali la cartuccia con la soluzione liquida (nel filtro) e un vaporizzatore elettrico. Quando aspiriamo aria attraverso il filtro un sensore se ne accorge e attiva il vaporizzatore, facendoci inalare il fumo della soluzione e accendendo anche un simpatico led rosso che simula la combustione. Un volta esaurito il liquido basta passare alla cartuccia successiva o ricaricare la stessa, mentre la batteria si può ricaricare comodamente via USB insieme agli altri gadget che usiamo tutti i giorni.

Sul mercato, intanto, di modelli se ne trovano già a bizzeffe. Più o meno simili, a parte il sistema usato per il vaporizzatore. In Italia, ad esempio, c'è Life della Joyetech, IDIB che vende un pacchetto con caricabatteria integrato, o Pura che offre numerosi accessori e parte da un prezzo di 39.99 euro.

Una delle migliori soluzioni in circolazione è certamente Yes I Can (YIC), di IDIB appunto, venduta in un simpatico pacchetto che richiama quello delle sigarette tradizionali. Contiene 5 filtri senza nicotina e la sigaretta, composta da batteria, vaporizzatore e filtro.

Inoltre, il pacchetto YIC - tramite uno spinotto estraibile - si collega alla presa elettrica e permette di ricaricare la sigaretta, senza bisogno di cavi ed alimentatori. Ogni filtro vale circa 10 bionde, anche se, contando i tiri effettivi, tutto appare riconducibile al singolare modo di fumare. La sensazione, grossomodo, è quella della classica bionda, sia nella gestualità che nell'estetica, minuziosamente disegnata.

Tuttavia, il gusto è ovviamente diverso oltre che più leggero: la soluzione è vapore, non fumo. E seppur a molti questo può sembrare uno svantaggio, ad altri, in continua dieta di tabacco tra cerotti alla nicotina e lavaggi del cervello, può invece ricordare che smettere di fumare è possibile. Dopo una giornata a fumare YIC, infatti, la prima vera sigaretta può lasciare un sapore amaro e fastidioso.

Infine, altra novità in seire, è Ruyan. L’azienda vanta un primato: quello di essere la casa dell'invenzione. La sua e-cigarette è la D10, usa e getta, pertanto a un prezzo più ridotto di circa 12 euro. Si presenta come una comune bionda ma, rispetto alla Yes I Can e alle sigarette tradizionali, è più lunga e meno realistica per le grafiche.

Disponibile in vari gusti (tra questi ci saranno sicuramente tabacco e menta), la D10 è venduta in confezione sigillata. Non ha bisogno di ricariche e tantomeno batterie: una volta esaurita la si butta direttamente. Rispetto alla YIC ha un colpo in gola più forte e una maggiore quantità di "fumo". Anche in questo caso sulla punta troviamo il led che si illumina a ogni tiro e il vaporizzatore non ha perso un colpo.

Il messaggio, non ce ne vogliate, è subliminale: smettete di fumare!

Augusto Rubei

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