Animali in via di estinzione: salvati dalle staminali

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Con le cellule staminali oggi si più tutto o quasi, anche salvare gli animali a rischio estinzione. Lo assicurano gli esperti del Centro per la medicina rigenerativa dello Scripps Research Institute di La Jolla, a San Diego (California) che, guidati da Jeanne Loring hanno riprodotto in vitro alcune razze animali che oggi stanno per sparire.

Come sappiamo la peculiarità delle staminali sta nel fatto che esse sono dotate di quella potenzialità che permette loro di differenziarsi in un tessuto piuttosto che in un altro. Ciò significa che a partire da una cellula di questo tipo e sotto vari stimoli è possibile ricreare qualunque tipo di tessuto.

La scommessa degli studiosi californiani è quella di ricreare in vitro cuccioli di rinoceronte bianco o di drillo, della famiglia dei mandrilli. Di tali animali infatti rimangono solo pochissimi esemplari.

Così, sono riusciti ad ottenere dalla loro pelle le cellule. Successivamente, con un processo definito di “riprogrammazione”, tali cellule sono state riportate ad uno stato precedente, embrionale, per poi ricreare le cellule sessuali, maschili e femminili, i gameti. Fino ad ora tale operazione ha riguardato 800 specie, conservate in una sorta di 'zoo genetico'.

Tale tecnica, qualora avesse buon esito, sarebbe di gran lunga superiore alla clonazione. Jeanne Loring ha spiegato perché: “Questo metodo (la clonazione, ndr) non ha mai funzionato bene per le specie a rischio di estinzione. Con le staminali, c'è la possibilità di creare nuove combinazioni genetiche invece di clonare, che significa semplicemente riprodurre animali esistenti".

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Methods.

Francesca Mancuso

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