Biocarburanti: dalla Nasa il biodiesel ricavato dal grasso di pollo

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Pensavamo che il pollo potesse solo nutrire noi e invece sembra possa nutrire anche gli aerei, permettendogli di volare: lo dice la Nasa, che, tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, al Dryden Flight Research Center (California, Usa), ha effettuato prove a terra su un motore di un Dc-8 con un biocarburante derivato dal grasso di pollo e di manzo (Hrj). L’aereo si è poi alzato in volo e ne sono state misurate le emissioni di gas di scarico, rivelando un decremento sensibile di quelle inquinanti, in particolare da ossidi di azoto, particelle di nerofumo, solfati e idrocarburi incombusti, misurate rispetto al Jet Propellant 8 (Jp-8), molto simile al carburante normale per gli aerei commerciali.

I risultati del test sembrano confermare l’idea che i biocarburanti per gli aerei siano realmente eco-friendly, rilasciando una minore quantità di inquinanti nell’aria” commenta infatti Ruben Del Rosario, del Glenn Research Center (Ohio, Usa), il quale gestisce il Subsonic Fixed Wing Projest della Nasa, che ha sponsorizzato l’esperimento attraverso il Programma di Aereonautica Fondamentale dell’agenzia. Gli fa eco il capo ricerca, Frank Cutler, che annuncia: “Il Dryden Flight Research Center della Nasa è orgoglioso di aver contribuito alla ricerca sui carburanti alternativi nell’aviazione. I risultati di questi test ci diranno molto sulle emissioni generate dai moderni motori che usano questi carburanti”.

I biocarburanti, ottenuti da processi chimici applicati a molecole ottenute da fonti biologiche, non sono certo una novità, né in generale, né nel settore dell’aereonautica, come confermano alcuni voli di linea effettuati dalla Lufthansa con olio vegetale, che tuttavia spesso costituiscono solo una parte del combustibile utilizzato. Questa notizia invece, non solo dimostra che le ricerche vanno avanti, ma rivela un tentativo di completa alimentazione “green”.

Sull’argomento il dibattito è tuttavia aperto, perché, a fronte di un obiettivo decremento di emissioni inquinanti, le associazioni ambientaliste invitano a riflettere sui rischi di un massiccio ricorso a queste sorgenti di energia, che implicherebbe la necessità di altrettanto massicce culture dedicate, con possibili ripercussioni sull’ecosistema.

Gli studi tuttavia proseguono, in considerazione della diminuzione progressiva delle fonti energetiche fossili (petrolio), come confermato anche dall’impianto da 2.500 barili al giorno di biodiesel derivato dagli scarti della lavorazione dei polli, aperto a Geismar (Louisiana) lo scorso ottobre con un'iniziativa congiunta tra la Tyson Food, che alleva polli, e la Syntroleum, e le ricerche per ricavare biocarburanti dal burro di scarto, riportate su un numero della rivista internazionaleJournal of Agricultural and Food Chemistry dello scorso Luglio.

Roberta De Carolis

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