WhatsApp: il blackout di ieri non era un pesce d'aprile

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WhatsApp deve averci pensato bene e ha voluto regalarci il suo personalissimo Pesce d'Aprile con un giorno di ritardo. Ieri, infatti, come già avvenne nel mese di febbraio, l'applicazione di messaggistica immediata ha smesso di funzionare per ben un'ora.

Il blackout ha lasciato spiazzati gli utenti nel pomeriggio, dalle 14 alle 15. E l'allarme è stato condiviso, come spesso accade in queste circostanze, sui social network. Da Twitter a Facebook, dunque, gli “orfani” di WhatsApp hanno cercato di sentirsi meno soli condividendo i propri messaggi di sconcerto sui propri profili.

Ad ogni modo, ignote sono le cause dell'ora “di silenzio” di una delle app più amate. Si azzarda l'ipotesi di un traffico di dati molto alto, tale da sovraccaricare il sistema. Basti pensare che, solo lo scorso anno, gli utenti hanno inviato qualcosa come 200 milioni di messaggi vocali, 600 milioni di immagini e 100 milioni di video. Numeri impressionanti che continuano a crescere, come il numero degli iscritti che accedono ogni giorno all'app. Ad oggi sarebbero 450 milioni gli utenti attivi.

Anche in occasione dello scorso blackout, il servizio di messaggistica aveva smesso di funzionare per circa quattro ore. Tanto che, all'epoca si parlava di un attacco hacker, probabilmente per il non gradito acquisto dell'app da parte di Facebook. Tuttavia, l'ipotesi fu smentita, riconducendo a manutenzione ordinaria.

Il suo record, comunque, lo aveva registrato proprio poco prima dell'ora di “buio”. WhatsApp, infatti, aveva raggiunto l'impressionante cifra di 64 miliardi di messaggi in sole 24 ore. Subito dopo, il silenzio. Che sia, dunque, vera l'ipotesi di un sovraccarico? Per il momento si indaga e, forse, fra qualche giorno si saprà la verità.

Insomma, sembra vera la modernissima tendenza ad essere "affetti da whatsappite", ovverro quell'attacco convulso dii voler scrivere messaggi interminabili facendosi venire la tendinite alle dita. O la tendenza a sostituire una sana chiacchierata trasferendola sul freddo schermo.

Nel frattempo, se dovesse accadere che i nostri messaggi mandino ko nuovamente il sistema, ricordiamo che esistono ancora gli sms. Così, tanto per non sentirci smarriti.

Federica Vitale

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