Whatsapp a pagamento: da oggi 2 centesimi per ogni messaggio

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Whatsapp: altro che 0,76 euro l’anno. Dopo le polemiche che hanno seguito la decisione di trasformare la celebre chat per dispositivi mobili in un servizio a pagamento, digerita molto male dai suoi utenti, ecco un nuovo tentativo che, immaginiamo, non sarà molto gradito. Ogni messaggio si pagherà infatti 2 centesimi. Una manovra per non far cadere completamente in disuso gli sms?

Era già noto, d’altronde, che le chat di messaggistica avevano ampiamente superato i messaggi vecchio stile. L’indagine della società britannica Informa aveva infatti dimostrato che quasi 19 miliardi di messaggi sono stati inviati quotidianamente attraverso tale modalità nel 2012, rispetto ai 17,6 miliardi di sms di testo. Con costi (e introiti) decisamente diversi.

Inoltre, a differenza di un sms, nel quale generalmente si fanno comunicazioni veloci ma non destinate a iniziare una vera e propria conversazione, le chat di messaggistica sono pensate perché gli utenti discutano in virtuale, e che quindi scrivano una grande quantità di messaggi in poco tempo. Con questi costi previsti, dunque, gli abbonamenti sono destinati a prosciugarsi facilmente. A meno che si non modifichino le abitudini.

La buona notizia è che il costo non è legato alla lunghezza del messaggio, a differenza del limite di 160 caratteri degli sms. A questo proposito, sarebbe utile inviare messaggi più lunghi piuttosto che tante frasi spezzettate inviate (e pagate) separatamente.

Stando al comunicato inviato dagli sviluppatori, l’incremento dei costi ha effetto immediato e, quindi, a partire da oggi, ogni messaggio avrà un costo di 2 centesimi e non ci sarà alcuna differenza tra utenti iOS e Android. “Stiamo aggiornando il nostro modello di business – si legge inequivocabilmente – Non sarà più necessario pagare alcun canone, e l’app si potrà scaricare gratis su ogni dispositivo, pagando poi 2 centesimi per ogni messaggio”.

Gli sviluppatori sostengono che questo modello rende il servizio più equo, in quanto si pagherà solo per quello e per quanto che effettivamente si usa. Tra l’altro sappiamo che proprio sulla chat stanno circolando delle false notizie a riguardo. Ma il comunicato parla chiaro e non sembra lasciare spazio a dubbi.

Si torna agli sms dunque? Ma no! Pesce d'aprile!

Roberta De Carolis

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