Il vero contatore intelligente è il nostro cervello

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In un’ottica di creazione di reti intelligenti ormai diffuse in tutto il mondo, i vecchi contatori di energia elettrica, a breve, saranno sostituiti dai cosiddetti "contatori intelligenti" che consentiranno di tenere a bada i consumi di energia domestica. Ovviamente non basterà solo misurare i consumi per diminuirli. Sarà necessario, infatti, utilizzare gli elettrodomestici in maniera più intelligente. Alcuni studiosi, a tal proposito, si sono chiesti se l’utilizzo di questi dispositivi possa influenzare positivamente le abitudini delle persone.

Un esperimento condotto da Eric Paulos, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ci dice di no. Il ricercatore ha consegnato a 12 famiglie un misuratore di energia, il Kill a Watts, che collegato alle prese elettriche rileva quanta energia si sta consumando. Secondo Paulos, solo il fatto di monitorare il consumo energetico nelle proprie case, avrebbe spinto le famiglie a consumare meno. Ma così non è stato. Una volta appurato che il kill a watt consentiva un risparmio minimo, le famiglie non lo hanno più utilizzato.

Secondo gli psicologi, infatti, più che i dispositivi intelligenti, a spingere le persone ad avere un uso più consapevole dell’energia, è la pressione che esercita il gruppo dei pari. Nel 2007, Wesley Schultz della California State University ha condotto uno studio su 290 famiglie, indagando come il vicinato influenzi determinati comportamenti. È stato chiesto alla famiglie di annotare il proprio consumo di energia elettrica e confrontarlo con quello dei vicini. Dopo solo una settimana, le famiglie con l'utilizzo di energia superiore alla media, avevano ridotto i consumi in modo significativo, ma allo stesso tempo, quelle con i consumi al di sotto della media li avevano aumentati leggermente, forse per paura di apparire troppo avari. Per ovviare a questo effetto boomerang, il ricercatore consigliò agli utenti di disegnare accanto alle annotazioni di consumi bassi, delle faccine sorridenti. Un segno simbolico di approvazione. Secondo Schultz, in una dichiarazione rilasciata al New Scientist, una riduzione dei consumi può essere possibile solo con la congiunzione fra i contatori intelligenti, che agiscono al nostro posto, e la pressione del gruppo dei pari.

In campo tecnologico, intanto, si stanno facendo enormi progressi, e sono diversi i dispositivi messi a punto. In Inghilterra, ventisei milioni di famiglie saranno dotate, a partire dal 2012, di un contatore rivoluzionario. Non più grande di una sveglia o di un telefonino, questo apparecchio riceverà un input di dati dalle diverse fonti di consumo e un display digitale informerà in tempo reale sull’utilizzo effettivo, su quello ottimale e sui risparmi ottenibili con un impiego corretto degli elettrodomestici. Dall’altra parte dell’Oceano, invece, durante la Greener Gadgets Conference tenutasi a New York, è stato presentato il Tweet-a-Watt, un’integrazione tra il kill-a-watt e il social network Twitter. All’interno del classico kill-a-watt è stato inserito un trasmettitore di tipo Xbee che comunica con un ricevitore collegato al pc. Questo dispositivo pubblicherà in tempo reale sul profilo, i propri consumi elettrici.

Anche il colosso Google è in prima linea nella promozione delle tecnologie “smart” per la gestione dei consumi “fai da te”. Ha lanciato il PowerMeter, un software di misura ed analisi dei consumi elettrici. Secondo gli ingegneri che stanno lavorando al progetto, Google PowerMeter potrebbe aiutare a risparmiare il 10-15% dell’energia mondiale. E in Italia a che punto siamo? L’Enel ha installato 32,1 milioni di contatori intelligenti, si chiamano smart meters, e sono andati a sostituire gli apparecchi tradizionali. Con questi dispositivi è possibile non solo misurare la quantità di gas, acqua o energia elettrica adoperata ma anche gestire la trasmissione delle informazioni tra cliente e società erogatrice in modo da assicurare più trasparenza ed efficienza nei costi e nelle emissioni. E con l'ausilio di Telecom Italia monitorare costantemente i propri consumi via web.

Gerarda Lomonaco

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