Il prurito è...contagioso

prurito contagioso

Fateci caso: qualcuno vicino a voi si gratta e viene da farlo anche a voi. È una sensazione di prurito e può essere contagiosa. Ed è stata questa la constatazione che sta alla base di uno studio che si è proposto di definire l'origine del prurito.

Una ricerca che viene dal Regno Unito, da un team di ricercatori della University of Sussex e della University of Hull. Gli scienziati britannici hanno identificato le parti del cervello responsabili del prurito contagioso, in particolare concentrandosi sul fatto che alcune persone sarebbero più portate di altre a grattarsi di riflesso.

Il Dr. Hennings Holle è psicologo e ricercatore alla University of Susssex e alla Brighton and Sussex Medical School. L'idea dello studio del prurito riflesso ha avuto inizio quando il ricercatore constatò come molte persone si grattavano più di altre quando vedevano qualcun altro farlo.

Nell'ambito della ricerca, alcuni volontari sono stati quindi sottoposti a dei questionari sulla personalità e alla risonanza magnetica mentre venivano mostrati loro dei brevi filmati di persone, appunto, che si grattavano. Con questo studio, i ricercatori hanno stabilito che il contagio del prurito è una risposta provata dalla maggior parte delle persone. Il grado di questa risposta sociale è collegata alle differenze di nevrosi, ossia alla tendenza a vivere emozioni negative. Non sarebbe quindi legata all'empatia. "Era come se si avvertisse in realtà il fastidio di chi si grattava e lo si condividesse", ha spiegato Holle.

I risultati hanno mostrato che circa i 2/3 dei volontari coinvolti nello studio hanno reagito ai video grattandosi. La sensibilità si dimostra essere un fattore determinante soprattutto tra le persone che provano più di altre le emozioni negative. I ricercatori collegano tale propensione a diverse regioni cerebrali, identificate come parte della "matrice del prurito". Il video mostrato ai volontari ha attivato molte aree legate alla percezione fisica del prurito. Tra queste, la regione prefrontale, l'area anteriore e le cortecce premotorie.

Tali risultati potrebbero essere utilizzati per curare tutti i disturbi patiti da quelle persone che soffrono di prurito cronico senza che ne sia stata diagnosticata una reale causa dermatologica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica PNAS.

Federica Vitale

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