Sport, dove potrebbero arrivare gli atleti se doparsi fosse legale?

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La ricerca di strumenti (più o meno leciti) per migliorare le prestazioni sportive è vecchia come le Olimpiadi: il medico greco Galeno divenne famoso, dagli antichi Giochi ai Romani, per le sue entusiastiche descrizioni degli effetti di erbe e funghi.

C'è una ricerca spietata di tecnologie volte a migliorare le prestazioni sportive”, spiega Thomas Murray, ex presidente dell’Hastings Center, una fondazione di bioetica e politiche pubbliche che si trova a Garrison, New York. Ciclista amatoriale, Murray è tra i molti sportivi inorriditi dall’infinita scia di scandali legati al doping. “Probabilmente assumendo l’Epo potrei fare una scalata di quattro miglia molto più facilmente, ma potrei farla molto meglio anche mettendo un motore sulla mia bici…”.

Per Murray questo non è nello spirito dello sport, così come non lo sono i farmaci dopanti. Un atteggiamento condiviso dal Comitato Olimpico Internazionale e da quasi tutte le altre organizzazioni sportive professionali e dilettantistiche. Altri sostengono invece che le sostanze proibite si sono diffuse a tal punto che l'unica reale possibilità è che le autorità sportive autorizzino gli atleti a ricorrere a quello che vogliono, purché lo facciano in modo sicuro. “Se l'obiettivo è quello di tutelare la salute, allora il doping sotto controllo medico è probabile che sia la strada migliore”, dice Andy Miah, bioeticista della University of the West of Scotland. “Meglio ancora, il mondo dello sport dovrebbe affiancare all'Agenzia mondiale Antidoping un'Agenzia mondiale Pro-doping, il cui obiettivo dev’essere quello di investire in forme più sicure di ‘potenziamenti’”.

È ovvio che la scienza, da sola, non può risolvere il dubbio etico che solleva il dibattito sul doping; però può far luce sulla questione puramente tecnica: se il doping fosse consentito, fino a che punto potrebbe arrivare il corpo umano? Per aumentare forza e potenza, i farmaci più noti sono quelli della grande famiglia degli steroidi anabolizzanti, un gruppo in continua espansione. “Ci sono circa 2.000 differenti modifiche che si possono fare su una molecola di steroide che probabilmente possono far diventare una persona più grande e più forte”, dice Don Catlin, farmacologo della University of California.

I composti imitano il modo in cui il testosterone funziona nel corpo, innescando la sintesi proteica e la costruzione del tessuto muscolare. Un trattamento di steroidi, unito all'esercizio fisico, può tradursi in un incremento del 38% della forza negli uomini, e nelle donne anche maggiore. Un altro famoso accrescitore di forza è l'ormone della crescita, che aumenta i livelli del fattore della crescita 1 (IGF1), simile alla proteina dell’insulina. Questo aumenta la crescita muscolare, anche se non è dimostrato al 100% che la crescita faccia effettivamente aumentare la forza.

Nell’unico studio che mostra effetti positivi su atleti non professionisti, quelli che hanno assunto l'ormone della crescita hanno visto aumentare la loro capacità di sprint del 4%. Secondo Kenneth Ho, endocrinologo dell'Università di Queensland (Australia) e co-autore dello studio, “sembra poco, ma può fare la differenza, ad esempio per un nuotatore dei 50 metri stile libero o per un velocista dei 100 metri, perché può far scendere i tempi degli atleti di 0,01 secondi, permettendo quindi di anche di battere un record”.

Negli sport di resistenza, in cui la forza è meno importante, mentre conta molto la capacità di resistenza, gli atleti possono ottenere incredibili risultati dal doping ematico, che aumenta il numero di globuli rossi che trasportano ossigeno. Ciò si può ottenere attraverso delle trasfusioni di cellule del sangue o prendendo l’Epo.

In uno studio, il doping ematico ha aumentato la resistenza di alcuni uomini del 34%, ed in un altro ha permesso loro di percorrere 8 chilometri sul tapis roulant 44 secondi più velocemente di prima. Infine, una ricerca pubblicata lo scorso mese da Max Gassmann e dai suoi colleghi dell'Università di Zurigo dimostra che l'ormone ha anche un effetto sul cervello, aumentando la motivazione degli atleti ad allenarsi. I farmaci attualmente prodotti dalle aziende farmaceutiche possono finire per essere utilizzati illecitamente dagli atleti: un farmaco progettato per curare la distrofia muscolare ed altri disturbi simili, inibisce l'attività della miostatina, una proteina che controlla la crescita muscolare; allo stesso modo, dei farmaci chiamati “stabilizzatori HIF”, che curano l’anemia e le malattie renali, regolano una proteina che attiva i geni per la produzione di globuli rossi, tra cui il gene per l'Epo.

E potrebbero essercene altri da utilizzare come potenziatori cognitivi per lo sport. “C'è una’ampia gamma di composti che cercano di migliorare la capacità di pensare più chiaramente quando si è stanchi”, spiega Chris Cooper, biochimico della University of Essex. Ma i miglioramenti non arrivano solo dalla farmacia: gli atleti fanno molto affidamento anche sugli integratori alimentari, che sono legali. “Per l’98,5% sono solo pubblicità”, afferma Conrad Earnest, fisiologo della University of Bath, in Inghilterra. Un integratore che invece funziona sugli atleti è la creatina, che contribuisce alla sintesi dell’ATP, la molecola che porta l’energia durante gli esercizi fisici: secondo Earnest, gli atleti che assumono creatina possono vedere le loro prestazioni migliorare anche dell’8%.

Antonino Neri

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