Euro 2012: quando il calcio è psicologia

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Molti hanno considerato l'intelligenza di gioco, nel calcio, una capacità quasi magica, qualcosa di impossibile da misurare. Tuttavia, gli scienziati del Karolinska Institutet sostengono che si tratta di un elemento quasi mistico e che può essere letto anche in prospettiva scientifica.

un esempio di quello che gli scienziati cognitivi chiamano "funzioni esecutive", che includono la creatività, la capacità di trovare nuove soluzioni ai problemi, di cambiare tattica rapidamente e di correggere le proprie azioni quando hanno dimostrato di non funzionare.

"I nostri cervelli hanno sistemi specifici che elaborano le informazioni proprio in questo modo - ha spiegato Predrag Petrovic, del Dipartimento di Neuroscienze cliniche - e abbiamo metodi convalidati nell'ambito della ricerca cognitiva per misurare l'efficienza delle funzioni esecutive in un individuo".

Petrovic e i suoi colleghi, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica online PlosOne, riportano i test sulle funzioni esecutive, effettuati su alcuni giocatori di calcio della Allsvenskan (il massimo campionato svedese) e nella Divisione 1 (equivalente alla nostra Serie B), per un totale di 57 calciatori professionisti. Gli scienziati hanno scoperto che, in entrambi i gruppi, i calciatori avevano ottenuto risultati migliori rispetto a quelli delle persone comuni, ed i giocatori della "Serie A" sono risultati migliori dei loro colleghi di "Serie B".

Lo studio ha poi confrontato i risultati del test con le prestazioni dei giocatori in campo. Gli scienziati hanno seguito alcuni dei giocatori per diversi anni, annotando il numero di gol e di assist che hanno totalizzato. Ad ogni giocatore sono stati assegnati dei punteggi per le sue prestazioni in campo. così emersa una chiara correlazione tra i risultati dei test delle funzioni esecutive e il numero di punti ottenuti sul campo di calcio.

stato così dimostrato che i migliori giocatori sono stati quelli che avevano ottenuto i risultati migliori nei test delle funzioni esecutive.

Questi risultati sono unici, poiché sono basati su test scientificamente standardizzati. "Possiamo immaginare una situazione in cui i test cognitivi di questo tipo diventeranno uno strumento per 'sviluppare' nuovi calciatori di successo. Dobbiamo studiare se si possono migliorare le funzioni esecutive attraverso la formazione, in modo che il miglioramento si possa esprimere sul campo. Probabilmente c'è una componente ereditaria ed un'altra componente che può essere sviluppata attraverso la formazione", ha affermato Torbjörn Vestberg, psicologo e membro del team di ricerca che ha effettuato lo studio.

E stasera alla Nazionale Italiana sarebbe molto utile...

Antonino Neri

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