Niente sbornia se c'è ossigeno

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E se un sabato mattina ci svegliassimo senza quel fastidioso mal di testa post-sbornia? Sembra possibile, almeno secondo gli studi condotti dai ricercatori di Farmacia della Chungnam National University (Corea del Sud). La ricerca pubblicata sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research, introduce il concetto di alcool ossigenato, soluzione che eviterebbe i fastidiosi postumi di una serata brada senza diminuirne la quantità di “sballo” percepita.

 

Ma cos'è l'alcool ossigenato? Il professor Hye Gwang Jeong spiega come l'aumento di ossigeno rende le persone sobrie più velocemente, riducendo gli effetti collaterali dell'acetaldeide.

“L'etanolo viene ossidato ad acetaldeide, poi ulteriormente ad acqua ed infine ad anidride carbonica dopo il consumo. Queste reazioni avvengono attraverso l'ossidazione epatica, grazie a proprietà catalitiche degli enzimi come l'etanolo microsomiale ossidante (MEO), l'alcool deidrogenasi (ADH) e l'aldeide deidrogenasi (ALDH).

I risultati di tre esperimenti condotti alla Chungnam National University su un campione di 49 volontari sani (30 uomini, 19 donne), con età media di 27,2 anni, mostrano come le concentrazioni elevate di ossigeno in bevande accelerano il metabolismo con il conseguente aumento del processo di eliminazione dell'alcool.

In paesi come la Corea, la diffusione commerciale è già una realtà, tuttavia, uno sviluppo globale richiede di approfondirne aspetti legati alla fattibilità economica. Sembra, infatti, che le bevande riescano a mantenere una elevata concentrazione di ossigeno per 10 - 20 giorni dal momento dell'imbottigliamento e per circa 70 minuti dalla rimozione del tappo.

Queste ricerche nei settori farmaceutici mirano ad eliminare comportamenti socialmente pericolosi (incidenti stradali, risse, violenze domestiche) dovuti all'assunzione di alcool. Le controindicazioni, però, sembrano evidenti dato che legittimano il consumo migliorando, paradossalmente, l'assunzione di una sostanza dannosa al corpo umano. Il dibattito scientifico è già rovente.

Gennaro Lusito Rispoli

 

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