Google, nuove misure anti-spia: ricerche criptate

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Ricerche criptate da parte di Google. Dopo il Datagate, il colosso di Mountain View corre ai ripari ideando nuove misure di crittografia a prova di spie. Dopo il sistema anti-censura annunciato a ottobre, quello appena introdotto avrà l'obiettivo di rendere illeggibili le chiavi di ricerca inserite dagli utenti.

Potrebbe essere questa la prima conseguenza legata alle rivelazioni di Snowden, secondo il Washington Post. Lo sviluppo del nuovo sistema di crittografia targato Google infatti sarebbe il frutto di quanto emerso negli ultimi mesi sulla sorveglianza, per usare un eufemismo, di alcuni governi, accusati di mettere le mani nei dati degli utenti su Internet. Motivo per cui Google, ma anche altre società del settore tecnologico, stanno investendo di più nella crittografia. Proprio di recente lo stesso Snowden aveva affermato che la crittografia è un bene e protegge dalle “arti oscure”.

Vita difficile non solo per le 'spie' dei governi ma anche per i paesi dove ancora la censura non si è estinta, come Cina, Arabia Saudita e Vietnam, che filtrano (e bloccano) Internet a livello nazionale. Essi avranno ancora la possibilità di bloccare del tutto i servizi di ricerca di Google ma avranno più difficoltà a filtrare i contenuti legati in particolar modo alla ricerca. Non solo. Grazie alle nuove regole di Google, potranno anche avere più difficoltà ad individuare le identità degli utenti che hanno effettuato ricerche su “argomenti sensibili”.

I funzionari cinesi non hanno in alcun modo commentato la decisione di Google di crittografare le ricerche ma la mossa rischia di inasprire le tensioni di lunga data tra Mountain View e la nazione più popolosa della Terra.

Non importa quale sia la causa, ciò contribuirà a far sì che i netizen cinesi potranno accedere a informazioni che non hanno mai visto prima”, ha detto Percy Alpha, co-fondatore di GreatFire.org , un gruppo di attivisti che monitora il cinese Great Firewall (sistema di sorveglianza di Internet applicato in Cina). “Speriamo che altre aziende seguabo Google per rendere la crittografia un'impostazione predefinita.”

Alpha, che come gli altri membri del gruppo, usa uno pseudonimo per eludere le autorità cinesi, ha notato che Google ha iniziato a crittografare ricerche nel paese circa due mesi dopo che GreatFire.orG aveva pubblicamente sfidato la società a farlo, a novembre, come riporta il Guardian.

Google sarà dunque il nuovo paladino della libertà sul web?

Francesca Mancuso

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