Take Action: la petizione di Google per il web libero

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Garantire l'accesso libero al web. Sempre. Google insorge contro la possibile decisione dell'Uit (Unione internazionale delle telecomunicazioni) di porre dei limiti al web. Se ne discuterà il 3 dicembre prossimo, qundo i rappresentanti governativi sono chiamati a discutere sul nuovo trattato sulla regolamentazione di Internet nel corso di un incontro a porte chiuse . I timori di Google riguardano la censura. Per questo Big G ha deciso di muoversi dando il via ad una campagna di protesta via web, Take Action.

L'accusa mossa dal colosso di Mountain View è il crescente "giro di vite nei confronti della libertà di Internet". Secondo Google infatti allo stato attuale 42 paesi filtrano e censurano i contenuti del web. Inoltre, sostiene, solo negli ultimi due anni sono state promulgate da alcuni governi 19 nuove leggi che minacciano la libertà di espressione online.

Cos'è l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT)? Si tratta di un'organizzazione internazionale che si occupa di definire gli standard nelle telecomunicazioni e nell'uso delle onde radio. L'Uit a giorni riunirà le autorità di regolamentazione di tutto il mondo per rinegoziare un trattato relativo alle comunicazioni in vigore da decenni. Ma Google teme che le modifiche possano autorizzare la censura e minacciare l'innovazione, ma anche dare ai governi il potere di censurare la legittima libertà di espressione, o persino consentire loro di interrompere l'accesso a Internet.

"Internet offre innumerevoli opportunità: tutti possono utilizzarla per comunicare, esprimere la loro creatività, imparare e condividere informazioni. La Rete non è controllata da nessuno: nessuna singola organizzazione, nessuna persona, e nessun governo. La rete collega il mondo intero. Più di due miliardi di persone sono online oggi - quasi un terzo della popolazione mondiale. Ma non tutti i governi sostengono la rete Internet libera e aperta" si legge sul sito Google Take Action.

Ma non è tutto. Google accusa l'Uit di precludere ad Internet la possibilità di una regolamentazione aperta e partecipativa: "Il futuro di Internet non dovrebbe essere determinato dai soli governi. Dovrebbero essere coinvolti anche i miliardi di persone di tutto il mondo che utilizzano Internet, senza dimenticare gli esperti che la costruiscono e la gestiscono".

Per questo ha lanciato Take Action, la petizione a sostegno della libertà di Internet.

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Francesca Mancuso

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