Tempo: come lo misureremo in futuro? Greenwich o calcolo atomico?

Calcolo tempo

Quale metodo utilizzare per misurare il tempo. È questo il tema su cui nei giorni scorsi, a Ginevra, si sono confrontati gli esperti della International Telecommunication Union (ITU), che avrebbero dovuto decidere se affidare il calcolo del tempo agli orologi atomici o continuare ad utilizzare il moto della Terra, come avviene fin dagli albori del mondo. Diciamo “avrebbe dovuto” perché gli oltre 150 Paesi rappresentati alla fine non hanno deciso nulla. Tutto è stato infatti rinviato alla riunione plenaria che si terrà nel 2015.

Il tema in questione – è bene ricordarlo – non è solo tecnico, ma anche politico: fino ad oggi la Terra ha rappresentato un ottimo "orologio" primario, con il suo moto di rotazione e l'alternarsi del giorno e della notte che hanno guidato gli uomini per secoli. Da circa 50 anni, però, la tecnologia ha dimostrato di essere ancora più precisa, perché il moto della Terra non è perfettamente regolare: ogni 16-18 mesi, infatti, l'orologio della Terra scarta di un secondo rispetto alla media dei migliori orologi atomici del mondo, precisi entro un secondo ogni 30 milioni di anni.


Un secondo sembra davvero un’inezia, ma per la tecnologia moderna, come i GPS o i sistemi di trading finanziario, un secondo è una quantità enorme: in questo brevissimo lasso di tempo, infatti, possono passare centinaia di migliaia di ordini di compravendita nei computer delle Borse di tutto il mondo. È per questo che, all’incirca ogni anno e mezzo, è necessario risistemare tutti gli orologi di computer e simili.

Nel corso della riunione, gli Stati Uniti hanno sostenuto che il vecchio secondo calcolato sulla rotazione terrestre andasse eliminato per adottare il secondo atomico, ma subito c’è stata ferma opposizione del Regno Unito, che in quel caso perderebbe la supremazia di Greenwich.

La Francia, l’Italia, il Canada, il Giappone e il Messico si sono dichiarati dalla parte degli Stati Uniti, mentre la Germania ha detto di voler appoggiare la linea della Gran Bretagna, facendo quindi restare il secondo terrestre. Alla fine si è scelto quindi di non decidere. “Si farà un supplemento di istruttoria sulle conseguenze di adozione del tempo misurato da orologi atomici rispetto al tempo astronomico, coinvolgendo tutte le organizzazioni che potrebbero avere qualcosa da dire, come quelle marittime o astronomiche, ha spiegato Felicitas Arias, responsabile della sezione Tempo del Bureau internazionale di Pesi e misure, dove si conservano i campioni di tempo, peso, lunghezza.

Antonino Neri

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