Chiude Megavideo. E il SOPA fa marcia indietro

SOPA PIPA

Megavideo e Megaupload sono stati chiusi dall’FBI, mentre Wikipedia si auto-oscura per 24 ore e 10 fra i più importanti siti al mondo progettano uno sciopero per tutta la giornata odierna. Che sta succedendo?

Tutto il web è in rivolta di fronte alla possibilità che le proposte di legge SOPA (Stop Online Piracy Act) e PIPA (PROTECT IP Act) vengano approvate limitando per sempre la libertà di fruire online dei contenuti d’autore.

I due disegni di legge infatti, mirano a inasprire le pene per la divulgazione di contenuti protetti da copywright sul web, autorizzando gli autori ad impedire senza alcuna mediazione l’ulteriore diffusione di materiale tramite un blocco immediato del servizio, dei motori di ricerca e persino del provider di riferimento.

Stesso destino anche per i file contraffatti e illegali, suscettibili di oscuramento immediato ad opera del governo statunitense, e la motivazione virtuosa alla base di tutto questo è di fatto la lotta alla pirateria online. Nobile intenzione, dunque, se non fosse per un dettaglio poco trascurabile: la proposta va contro il concetto di libertà e neutralità della rete, quell’elemento che da sempre ha decretato la forza e l’innovazione del web nel mondo.

Così, nei giorni appena trascorsi, centinaia di siti e portali hanno oscurato parzialmente o totalmente i loro contenuti in segno di protesta, primo fra tutti Wikipedia che con il blackout di ieri ha conteggiato circa 162 milioni di utenti ora consapevoli della protesta in corso.

Persino numerosi musicisti hanno firmato una lettera che chiede al Congresso degli Stati Uniti di non approvare le due proposte di legge, dichiarando all’unisono: “La pirateria online ci danneggia e deve essere combattuta, ma non limitando la creatività, soffocando l’innovazione o impedendo la nascita di nuovi e leciti metodi di distribuzione digitale”.

E per tutta risposta, alcuni fra i senatori statunitensi che si sono fatti promotori dell’iniziativa antipirateria hanno scelto di fare un passo indietro, scegliendo la via della libertà e della condivisione che da sempre contraddistingue la rete.

Il mondo ha bisogno di leader politici a favore di internet”, ha sottolineato Mark Zuckerberg in veste di fondatore del più grande social network al mondo che ha nella condivisione il suo più importante fondamento.

La mobilitazione ha dunque sortito i suoi effetti, e i due disegni sono sull’orlo dell’archiviazione sulla spinta dello stesso Barack Obama, schieratosi in difesa della libertà di espressione: e del resto è proprio questa la forza della condivisione, si propaga per contagio e nessuno la può fermare.

Annalisa Di Branco

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