Nespoli e Coleman: l'esperienza sulla Iss

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Si è tenuta ieri pomeriggio, 22 settembre, presso la sede italiana dell'ESA - ESRIN (European Space Research Institute), la conferenza presieduta da Paolo Nespoli e Cady Coleman, della Spedizione 26/27, in occasione del loro Post Flight Tour. Una conferenza presenziata anche da Samantha Cristoforetti, la prossima astronauta italiana che avrà l'onore di rappresentare il nostro paese durante una delle future missioni dell'Esa.

A parlare sono Nespoli e Coleman. Si soddisfano da subito le curiosità che ognuno di noi vorrebbe chiedere ad un'astronauta. A partire dalle motivazioni che spingono un uomo ad andare nello spazio. "Lassù è possibile fare degli esperimenti che qui, sulla Terra, non sarebbe possibile fare. Questo per l'assenza di gravità", spiega Cady Coleman.

I due astronauti sono coadiuvati nel proiettare il loro pubblico nello spazio grazie alle foto scattate dalla Iss. La prima nonché quella di cui Nespoli va più orgoglioso ritrae lo Space Shuttle Endeavour ancora agganciato alla Stazione Spaziale mentre la loro Soyuz li riporta sulla Terra dopo sei lunghi mesi di permanenza a bordo. Molte ne sono state scattate dalla stazione, circa 60 mila. Ma questa, spiega Nespoli, l’ha vissuta come una vera e propria responsabilità. Era la prima volta, infatti, che lo Shuttle veniva fotografato agganciato alla Iss.

Le città e i posti spettacolari del pianeta. I Caraibi, i deserti e i fiumi. Tutto ritratto con i contorni vaghi dell'altezza. Metropoli come Beijing, Miami o Roma ritratte nei loro contorni della notte, le migliaia di luci che ne delineano i confini. E la vita a bordo. Dal lavarsi i capelli e tagliarli ai propri compagni. Le attività fisiche e gli esperimenti condotti ininterrottamente durante le giornate lavorative scandite dai rigidi orari programmati.

Un'atmosfera molto fuori dalle righe. Molte battute e complicità tra i due astronauti che rispondono in questo modo alla classica domanda sulla convivenza in uno spazio così piccolo. "Questa conferenza l'abbiamo preparata prima, in 10 minuti. Basta guardarci e già capiamo tutto. Lassù è importante buttare fuori tutto quello che non ci piace altrimenti, se rimane tutto dentro, è un ribollire". È Nespoli a spiegare quanto sia decisamente importante, dunque, l'affiatamento che si viene a creare tra gli uomini che orbitano sulle nostre teste.

Momento toccante quando è invitato a parlare un bambino di 12 anni che, lo scorso febbraio, aveva scritto una lettera a Nespoli. Ora il suo sogno si è avverato. Ha potuto incontrare da vicino l'astronauta che ha voluto ringraziare per averlo fatto sognare grazie alle sue immagini. E dirgli di persona quanto entrambi siano fortunati. Nespoli per aver compiuto una missione così fuori dalla portata di molti e lui per averlo incontrato grazie alle sue parole che, a centinaia di chilometri, hanno centrato il cuore dell'astronauta italiano.

Federica Vitale

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