Internet delle cose: in futuro, sarà 'ovunque'

Internet delle cose

Internet in ogni cosa. È la nuova strategia messa a punto da Cisco, leader mondiale del networking. Un'esigenza quella di allargare le frontiere delle cose alle componenti della rete, ai dati, agli oggetti e alle persone. In un dialogo sorretto dal protocollo IP.

A beneficiarne molti settori, tra il manifatturiero, il settore pubblico e delle utilities come trasposto e distribuzione. Insomma, l'Internet of Everything dovrebbe aver un ruolo chiave nella combinazione di diverse tendenze.

I numeri legati ad una stima dei dispositivi collegati sono esorbitanti. Nel 2020, secondo Cisco, si giungerà a 50 miliardi, dopo una partenza di soli 200 milioni. Mentre, fa sapere Rob Lloyd, amministratore delegato di Cisco, volendo far riferimento alle applicazioni mobili, solo lo scorso anno ne sono state scaricate 20 miliardi. E nel 2017 si ipotizza che i due terzi del traffico mobile possa essere quasi esclusivamente video.

Il futuro, dunque, richiede una distribuzione dell'intelligenza all'interno della rete. Dopo la connettività, infatti, serve la distribuzione delle risorse, nonché delle applicazioni e dei servizi. E il ruolo che Cisco vuole mettere in atto in questo progetto è quello relativo all'infrastruttura. La rete deve diventare una mera piattaforma intelligente. Il suo obiettivo sarà quello di elaborare i dati e trasportarli.

"Siamo stati in fase di riscaldamento per questo negli ultimi cinque anni", ha affermato Lloyd. E l'azienda promette sempre nuovi progetti, come l'installazione di contatori intelligenti. Sean Curtis, di Cisco California, ha spiegato come sia stato possibile monitorare il traffico pedonale presso una stazione dei treni. O, ancora, come questi dati siano stati utili per offrire preziose informazioni di mercato riguardo ad abitudini e tendenze degli acquirenti in determinate ore o zone di passaggio.

Internet ovunque. È proprio il caso di dirlo. E Cisco non vuole perdere questa partita con l'innovazione.

Federica Vitale

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